Timidezza nei bambini: come comportarsi

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La timidezza nei bambini è del tutto normale in quanto si tratta di una peculiarità caratteriale, che con il tempo solitamente si attenua. Ecco come aiutare i piccoli a superarla e come capire quando si trasforma in ansia sociale.

La timidezza nei bambini

La timidezza è una caratteristica del temperamento di molti bambini che hanno bisogno di tempo per adattarsi a persone, luoghi o situazioni nuove prima di stabilire una certa confidenza e sentirsi a proprio agio.
Questo tratto del carattere si manifesta spesso con il silenzio, nascondendosi dietro a un genitori o evitando le situazioni e le persone che possono creare attenzione intorno al bambino.

In realtà alla base della timidezza c’è la paura di essere giudicati e sottoposti a critica e, per non incorrere in queste situazioni, tendono a evitarle o comunque a non esporsi.
Oltre all’indole stessa del bambino, la timidezza ha anche a che fare con il contesto famigliare, con l’esempio che i genitori danno ai propri figli e anche con il loro carattere, che quando è troppo espansivo potrebbe in qualche modo “eclissare” la loro volontà di esprimersi.
La timidezza si può superare con la vicinanza, l’ascolto, la capacità di empatia e il rispetto dei tempi del bambino, che lentamente imparerà ad adattarsi anche alle persone e alle situazioni che a primo impatto provocano una chiusura o la riservatezza tipica di chi ha questa caratteristica.

Come affrontare la timidezza

Il ruolo dei genitori è fondamentale nell’aiutare il bambino a superare la sua timidezza.
La cosa importante è di lasciare il tempo al piccolo di adattarsi, in modo da eliminare progressivamente il disagio. Non bisogna mai pressarlo o etichettarlo come “timido”, specie davanti ad altre persone o peggio confrontarlo con i compagni o i fratelli.
È utile invece affiancarlo nelle nuove situazioni sociali, come accade per esempio per l’inserimento all’asilo, per cui i primi giorni c’è la compresenza di un genitore e gradualmente il bambino sarà introdotto nel nuovo contesto scolastico. Informate anche gli insegnanti della sua timidezza, in modo che possano avere tutto il riguardo per aiutarlo a superarla.
Appena manifesterà la sua apertura è utile fargli apprezzamenti sobri ma incoraggianti, riparlandone serenamente anche a casa e ripercorrendo gli eventi.
I genitori per primi devono dare l’esempio di un comportamento aperto verso il prossimo, attraverso il sorriso sociale e il modo di relazionarsi conviviale ed espansivo.
È dannoso, al contrario, dimostrarsi troppo apprensivi o preoccupati riguardo alla loro timidezza, in quanto produrreste maggiore insicurezza nel bambino.

Per superarla è utile inserirlo in contesti che possano aiutarlo ad aprirsi, organizzando festicciole e riunioni in casa vostra con i suoi piccoli amici, oppure portandolo al parco, al mare o in piscina, ma anche scegliendo insieme di praticare uno sport.
Sono tutte attività che lo introducono in modo naturale a rapportarsi agli altri e alle situazioni in modo non traumatico o costrittivo.
Fate in modo che il bambino non percepisca la sua timidezza come un difetto o come una mancanza, cosicché sappia che può contare sempre su di voi.
Molti genitori avvertono un senso di colpa quando i figli si mostrano estremamente chiusi, ma devono superare questo disagio sapendo che è solo questione di tempo.
Quando la timidezza interferisce con il rendimento scolastico e con i rapporti tra i pari, allora si parla di ansia sociale, che può essere trattata attraverso un percorso psicologico pediatrico.

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