Tech Toys: giocattoli che consentono di aiutare a diagnosticare precocemente i disturbi del neonato

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Si chiama tech toys ed è un progetto internazionale mirato a migliorare la diagnosi precoce e la gestione dei disturbi dello sviluppo neurologico nei neonati.

Disturbi neurologici: cosa sono

In Occidente, 1 bambino su 10 soffre di un disturbo del neurosviluppo: questi disturbi, che hanno ripercussioni importanti per l’individuo, la famiglia e la società, interessano generalmente diverse aree di sviluppo, comprese le capacità senso-motorie, cognitive, comunicative, di apprendimento e comportamentali.

La diagnosi e l’inizio della gestione di questi disturbi sono spesso tardivi, diversi mesi dopo l’osservazione dei primi segni clinici.

La loro diagnosi precoce è oggi una delle principali sfide in pediatria, perché intervenire precocemente migliora la prognosi.

Tech Toys: come funziona il progetto

Il progetto Tech-Toys si basa sui giocattoli sviluppati dalla start-up italiana Khymia e dalla Fondazione Stella Maris di Pisa, adattati all’ambiente naturale dei bambini e dotati di sensori di movimento e pressione.

Grazie a questi strumenti, i ricercatori potranno seguire, nel loro ambiente familiare, i bambini ad alto rischio di sviluppare disturbi dello sviluppo.

Per un anno, i ricercatori raccoglieranno dati sullo sviluppo delle capacità motorie fini e precoci, nonché sullo sguardo, la prosodia e la competenza sociale, nelle loro interazioni naturali con i genitori.

Grazie a questi dati, che saranno analizzati da nuovi algoritmi di intelligenza artificiale (AI), gli psichiatri potranno identificare indici disfunzionali delle capacità motorie e dell’interazione, predittori di evoluzioni peggiorative.

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Gli indici permetteranno lo sviluppo di profili di dati specifici (biomarcatori digitali) per i principali disturbi del neurosviluppo: i biomarcatori digitali verranno, quindi, testati e confrontati con scale cliniche standardizzate e valutazioni neuropediatriche e psichiatriche infantili.

Alla fine del progetto, i ricercatori valuteranno, quale combinazione di biomarcatori produce la migliore previsione per la diagnosi precoce delle anomalie dello sviluppo neurologico nei primi mesi di vita.

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