Screening neonatale gratuito: per molti ma non ancora per tutti

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Lo screening neonatale è un test che permette di prevenire, identificandole, più di 40 malattie rare che possono colpire i bambini appena nati.

In Italia questo test è obbligatorio e gratuito già dal 2016 con la legge 167, ma questo privilegio non è ancora esteso in tutto il territorio nazionale: Abruzzo, Basilicata e Calabria restano le regioni escluse dall’applicazione dello screening neonatale gratuito a causa di mancati accordi interregionali.

Secondo le statistiche, ogni anno un neonato su 1500 nasce con una malattia metabolica. Queste sono malattie ereditarie e causate da deficit del metabolismo ed attualmente se ne conoscono 600 tipologie diverse, delle quali alcune sono rare.

L’unico modo per adottare le giuste terapie è lo screening esteso che può essere fatto in fase neonatale, in modo da prevenire i danni irreversibili e gravi di queste malattie che, se non curate, possono anche portare alla morte.

Come funziona lo screening?

Lo screening è un test biochimico che viene eseguito durante le prime 72 ore di vita del neonato. Per avere un responso è necessario prelevare un campione di sangue, di solito preso dal tallone, ed identificare eventualmente la malattia prima che se ne sviluppino i sintomi.

Se l’esito è positivo infatti, si può procedere celermente alla somministrazione della terapia più indicata per il bambino. Il tempo in queste malattie è un fattore fondamentale perché molti sintomi sono reversibili se presi in tempo e la malattia può essere in certi casi anche arrestata e non progredisca.

Lo screening è un diritto

Abruzzo, Basilicata e Calabria anche se non prevedono l’applicazione dello screening neonatale gratuito, riescono ad effettuare il test organizzandosi con i centri medici delle regioni vicine.

E’ comunque importante ricordare che lo screening è un diritto dei genitori e soprattutto del bambino e quindi, nel caso in cui non venga eseguito, è lecito richiederlo.

Se il centro non può far usufruire di questo servizio, i genitori possono far fare un prelievo ed inviare il campione ad un laboratorio regionale per delle analisi a proprie spese. La spesa totale sarà di circa cinquanta euro, ma la prevenzione non ha prezzo.

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Cura del bambino

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