Prematuri: grazie ai mini sensori sarà più facile tenerli in braccio

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I neonati prematuri, nell’immaginario collettivo, sono quei bambini minuscoli legati a fili e tubicini che li tengono in vita e li aiutano nel processo di formazione che sarebbe dovuto avvenire nell’utero.

Per i genitori che affrontano questa esperienza, vedere i loro bimbi solo attraverso il vetro dell’incubartice è qualcosa di dolororo e frustrante. I piccoli, si sa, hanno bisogno di contatto fisico ma spesso i numerosi tubicini che monitorano i parametri vitali di questi piccoli sono un ostacolo per l’instaurazione del bonding con mamma e papà. Grazie alla tecnologia wireless, però, presto le cose potrebbero cambiare.

La tecnologia wireless e i mini sensori 

In due ospedali di Chicago i medici hanno introdotto una nuova terapia che rientra a pieno titolo tra le cure fornite ai nati prematuri e si tratta delle coccole materne e paterne.

Per fare ciò sono ricorsi alla tecnologia wireless, che finalmente offe un supporto anche alla terapia intensiva neonatale. Grazie, infatti, ai dispositivi wireless anche i prematuri possono essere tenuti in braccio senza correre il rischio che qualche tubicino si stacchi.

Finora non è stato possibile utilizzare questa tecnologia che in altri settori è presente da circa un decennio perché, per questo tipo di funzione, è necessario che l’affidabilità del macchinario senza fili sia uguale a quello di un apparecchio collegato normalmente.

Adesso, questo gap tecnico è stato colmato e il monitoraggio wireless di un prematuro è attendibile tanto quanto i controlli fatti dai macchinari standard. Grazie a questa novità anche i prematuri possono godere delle coccole terapeutiche dei loro genitori e contemporaneamente guadagnare una maggiore libertà di movimento, fondamentale per lo sviluppo.

Amy Paller, uno degli autori dello studio, afferma:

“Sappiamo che il contatto pelle a pelle è così importante per i neonati, specialmente per quelli che sono malati o prematuri. È stato dimostrato che riduce il rischio di complicazioni polmonari, problemi al fegato e infezioni. Tuttavia, quando si hanno fili ovunque e il bambino è legato a un letto, è davvero difficile avere un contatto pelle a pelle.”

 

Una tecnologia promettente

I sistema prevede l’impiego di due sottilissimi sensori, realizzati in materiale bio-compatibile molto simile alla pelle umana, caratteristica che riduce il rischio di irritazioni rispetto all’impiego dei classici cerotti. Un sensore viene posizionato sul petto o sulla schiena, l’altro su un piedino, così da rilevare le differenze tra temperatura centrale e perificerica e monitorare la pressione sanguigna.

Questi dispositivi comunicano via wireless grazie a un trasmettirore che si posiziona sotto al materasso e permettaranno di misurare anche i benefici del contatto pelle a pelle, in quanto potranno continuare ad essere indossati sempre, anche durante esami diagnostici quali TAC e risonanze magnetiche.

Il costo di ogni sendore è di circa dieci dollari: il suo basso costro è un ulteiore vantaggio allo sviluppo della tecnologia, che verrà introdotta negli ospedali, anche in quelli dei paesi in via di svilupp, entro i prossimi 2-3 anni.

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