Maggiori rischi di fratture nei primi 12 mesi per i figli di fumatrici

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Il fumo è dannoso per la salute ed in particolare per alcune categorie di persone tra le quali le donne in gravidanza. Un recente studio che è stato pubblicato su BMJ, ha messo in evidenza la correlazione tra il fumo delle madri durante il periodo della gravidanza con un rischio più alto di fratture durante i primi 12 mesi di vita del bambino.

Uno studio osservazionale

Lo studio effettuato da un gruppo di ricercatori svedesi, è di tipo “osservazionale” e non dimostra l’esistenza di effetti duraturi sui bambini per quanto riguarda il rischio di fratture. Da questo si è valutato che l’aumento di rischio è limitato al primo anno di vita, che resta comunque una cosa grave. Questa ricerca è stata effettuata in quanto in questo specifico campo gli studi pregressi erano un numero limitato e si è voluto pertanto colmare un vuoto. Nell’ambito dello studio, da parte dei ricercatori sono stati analizzati i dati ricavati dall’osservazione di un gran numero di bambini, circa 1,6 milioni, che sono nati in Svezia a partire dal 1983 e fino al 2000, con madri che ad inizio del periodo di gravidanza fumavano ed altre che non fumavano in modo da poter avere dei dati di entrambe le tipologie.

La vita di questi bambini è stata seguita nel corso degli anni successivi, fino ad una età massima di 32 anni e media di 21 anni. Effettuando delle analisi “comparative” tra figli della stessa madre i ricercatori svedesi hanno constatato come, durante i primi 12 mesi di vita il fumo della madre era associato ad un maggior numero di fratture dei figli. Nella loro generalità i dati raccolti suggerivano che dopo l’infanzia i rischi di fratture sono associati maggiormente a fattori familiari. Pur sottolineando che lo studio è “osservazionale” i ricercatori hanno tratto dunque questa conclusione.

Le altre patologie possibili per i figli di fumatrici

In precedenza, lo scorso anno, un altro studio, condotto da un ricercatore appartenente all’Università del Kentucky, che si trova nel Regno Unito, Kevin Pearson, aveva evidenziato il maggior rischio di obesità per i bambini nati da madri fumatrici durante la gravidanza. Un legame che era già stato dimostrato da precedenti studi, anche se, come ha sottolineato lo stesso studioso, non è completamente chiaro quali siano i meccanismi che lo causano. In questo studio sono stati valutati i dati appartenenti ad un gruppo composto da 65 madri, metà delle quali aveva fumato nel corso della gravidanza. Misurando i livelli di una proteina che viene prodotta dalle cellule “adipose”, la chemerina, è risultato evidente che i bambini di madri fumatrici avevano un livello più alto rispetto a quello dei bambini di madri non fumatrici.

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