La Mamma Imperfetta.

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E’ mattina. Non è tardi, almeno non per la sveglia ma, per la giornata che ti aspetta, lo è. Non ti sei ancora lavata, ma sei già a parlarle, a giocarci, a farti travolgere dai suoi sorrisi. Dal suo amore incondizionato. Meno male che c’è quello, perché non puoi più aspettare il caffè, prima di dire le tue prime parole.

Vai al bagno di corsa, e ti lavi come puoi. La doccia te la fai la sera. Non puoi asciugarti i capelli con tua figlia da rincorrere in ogni dove. Decidi di uscire. Impossibile accendere il pc, fare una telefonata, mettere a posto la casa, quando tua figlia non è più immobile dove la lasciavi. Quando apre ogni cassetto, va dove non deve, corre verso tutti i pericoli.

Vai nei parchetti di zona. Altalena libera. Altalena occupata. Fai la fila. Poi cedi il posto. Ora della merenda. Oggi, per fortuna, te la sei ricordata.

Si fanno le 12.00. Sei stanca, ma non capisci perché. Dopo tutto non hai lavorato. Eh si, perché uno si stanca solo se sta dietro una scrivania. Ti hanno fatto il lavaggio di cervello, pure a te. Ci sono riusciti! Ora pappa. Dimmi che ce l’hai. Perfetto! Stasera preparo l’altra, così mi organizzo per l’intera settimana. La pappa è un rituale lungo. Ora la vuole. Ora non la vuole. Ora la sputa. Ora gioca. Ora preferisce la frutta. Il pavimento è un disastro. Meno male che il visino è tutto un sorriso, un amore. Basta questo a ricompensare. Cerchi di mangiare un boccone ma, nel frattempo, devi cambiare subito il pannolino. Diventa un lungo rituale pure la tua, di pappa.

Il pavimento lo pulisco male. Aspetto la sera per sistemare. Il giorno è per lei e per il lavoro che cerco di fare. Si va a fare la nanna. Un paio di canzoncine, mezzo libro. Prende sonno. Mi concederà un paio d’ore. Accendo il pc. Devo fare in fretta. Quali sono le priorità?

Si sveglia. Si gioca. Si fa merenda. Si esce. Arriva il papà. Le fa il bagno e la fa mangiare. Tu riaccendi il pc. Non sei riuscita a fare un granché prima. Se ce la fai, ti lavi i capelli, altrimenti domani, dai! Il papà la mette a letto, tu fai la tavola, pulisci il casino che la giornata ha lasciato dietro. Non hai ancora cenato. Non sai a che ora lo farai. Aspettiamo che prenda sonno. Nel frattempo carichi la lavatrice. Togli i piatti dalla lavastoviglie. Caspita, ci sono i panni ancora stesi fuori!

Ti piacerebbe vedere un’amica. Ma vai a spiegare che, anche se non hai timbrato il badge, sei stanca morta pure tu. Vorresti una compagnia, ma, siccome non sei riuscita a mollare tua figlia, sarà per la prossima volta.

Sembra che tu non abbia fatto nulla. Il lavaggio del cervello di quelli che sanno tutto e le immagini che vedi ogni giorno, ti raccontano di un mondo in cui le mamme sono migliori di te. In cui fanno questo e quello. Dai, magari domani ce la fai pure tu!


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http://statodigraziaachi.com/

L’autrice in parole telegrafiche: Donna, stop. Annata 1977, stop. Razza Caucasica, come direbbero in un poliziesco americano, stop. Status pro-tempore Pugliese prestata alla Regione Lombardia, stop.

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