I Nostri Buoni Propositi per il Nuovo Anno

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In realtà, non mi cimento più nel gioco dei buoni propositi o nel bilancio di fine anno. Alla mia età, e da mamma specialmente, so che è tosto riuscire a mantenere una piccola promessa, come ritagliarsi una sera al mese per me, figuriamoci fare programmi a lungo temine! I bilanci poi, salvo non si abbia un ego strabordante, ci fa sentire sempre in difetto, in debito.

Eppure, dopo un anno che ci ha visti tutti vittime di uno tsunami inaspettato, che ci ha tolto gran parte delle nostre libertà e delle nostre sicurezze, un anno che ci ha anche costretto a vivere il brutto di accuse reciproche, fosse anche solo per un cecchino al balcone, non possiamo non tirare le somme di ciò che abbiamo imparato. Come persone. Come donne. Come mamme.

Eh no, ve lo anticipo, non è che tutti noi si abbia bisogno di un tragedia mondiale, di una pandemia, per riscoprire buoni valori, ragionevolezza, l’importanza di essere uniti o di volersi bene. Ma, quanto abbiamo vissuto sino ad ora, può aiutare a ricordarci che di scontato non c’è nulla. Neanche una passeggiata intorno a casa propria.

La facciamo, allora, un’eccezione alla regole? Ci cimentiamo in un elenco di buoni propostiti per il nuovo anno? Comincio io.

  • Voglio ringraziare, ogni mattina ed ogni sera, di essere in salute. Di non avere nulla che possa compromettere anche la più semplice delle vite.
  • Voglio ringraziare di non avere un parente o un amico stretto, un affetto, sino al più lontano grado di conoscenza, malato. Voglio dire grazie se sia lontano da stanze di ospedale
  • Voglio salutare, nel modo più caloroso che posso, sino a quanto si possa considerare legale uno stritolamento, le persone che voglio bene e che mi sono vicine
  • Sorriderò, nel momento in cui toglieremo la mascherina, ad ogni forma vivente o semi vivente, che incrocerà la mia vista. Che si tratti di un gatto, di uno scarafone o di un rametto di basilico, poco importa
  • Sarò grata per quel lavoro che mi permette di vivere in modo dignitoso, nonostante forse meritassi di più, perché da un momento all’altro anche queste basi possono andare con le gambe all’aria e, quello che succede dopo, è una deriva non facilmente risalibile
  • Dirò, sempre, alla mia famiglia, quanto la amo. Non lascerò che la rabbia, la stanchezza, ma soprattutto l’abitudine possano soffocare le più splendide e potenti parole d’amore.

Sia chiaro: non che certe cose già non le facessi o che ne abbia scoperto l’importanza oggi, ma quanto siano fondamentali esse e non altre, quest’anno, ci è stato sbattuto in faccia con grande prepotenza.

Non credo di aver mai, nei miei anni più spensierati di giovinezza, formulato propositi de genere.

Dando per scontata la vita come la conoscevo, non avrei mai creduto che, ad un certo punto, il solo respiro potesse essere una speranza da dover prendere in mano, e portata sino alla più alta aspirazione dell’anno nuovo.


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http://statodigraziaachi.com/

L’autrice in parole telegrafiche: Donna, stop. Annata 1977, stop. Razza Caucasica, come direbbero in un poliziesco americano, stop. Status pro-tempore Pugliese prestata alla Regione Lombardia, stop.

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