I 5 buoni propositi di noi mamme, per l’anno nuovo

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Mi ricordo che, da ragazza, con la fine di dicembre, prendevo il mio diario e mi appuntavo i propositi per il nuovo anno. Scrivevo un bilancio di ciò che avevo realizzato, lasciato andare, dei progetti da finire, delle solite ferite del cuore, per poi scrivere tutto quello che volevo fare. Sogni ad occhi aperti, consigli perentori che mi davo da sola, nuovi percorsi e strade da esplorare.

Sono passati anni dai buoni propositi appuntati sul diario. Il tempo di scrivere queste cose, sebbene sia consigliato da molti terapeuti, in quanto liberatorio ed anche dissipatore di molti dubbi, da mamma, non ce lo abbiamo. Ma ciò non vuol dire che non ne abbiamo di sogni scalpitanti, irrefrenabili, che attendono il nuovo anno. Per questo, vi lascio una lista, una lista di buoni propositi, che voglio considerare comune a molte di noi.
Se avete da aggiungere altro, vi aspetto a braccia aperte!

5 buoni propositi, per l’anno nuovo

Dormire.

Che si abbiano figli piccoli o grandi, il sonno, il riposo non sono più quelli di una volta. E, se alla base di una giornata proficua ci sono le energie e la salute, oltre che l’intenzione, non possiamo continuare a fingere che si possa recuperare nel futuro.

Se abbiamo figli da allattare, con il nostro seno, di notte, la palla rimane a noi, ovvio. In caso di biberon, invece, mettiamo la palla al centro. Facciamo dei turni. Non vorrà dire amare di meno, anzi. Vorrà dire dare di più, la mattina dopo, quando saremo sole con lui o lei o loro. Se la questione latte materno è superata, invece, prendiamoci il riposo nel pomeriggio, anziché pulire casa. Poltriamo sul divano, sotto una coperta, aspettando che il sonno arrivi.

Delegare.

Che parolone eh! Quasi una parolaccia. Dobbiamo imparare a delegare senza se e senza ma. Per molte di noi, ammettiamolo, maniache del controllo, è una violenza personale, delegare per noi è una sconfitta. Per altre, invece, la sfiducia verso il partner è tale che piuttosto morte di sonno e stanchezza, che far spingere il passeggino al padre di nostro figlio. Delegare, per altre ancora, non si può fare, perché la divisione dei compiti è decisa in base al nostro sesso di appartenenza.

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Dobbiamo sforzarci di cambiare forma mentis. Delegare non è solo una forma di sopravvivenza, per noi donne e per i figli (che non possono essere lasciati sempre con chi non ha forze manco per sbadigliare) ma di amore per il papà ed i bambini. Non possiamo tagliare fuori dalla quotidianità un papà che vorrebbe fare il padre, come non possiamo sollevare dalle proprie responsabilità, un uomo il cui compito non si può esaurire in sala parto. Ma delegare è importante anche per i nostri figli, che hanno diritto di viversi appieno entrambi ed hanno diritto di avere un bell’esempio di parità cui ispirarsi.

Pensare a noi stesse.

Non vale per tutte, grazie a dio, ma ancora per troppe. La maternità è un dono meraviglioso. Un miracolo. Non possiamo sacrificarlo, azzerando la nostra vita. Il miracolo sta anche nel nostro cambiamento interiore. Le prospettive, le misure verso la vita si stravolgono, ma per mettere al centro i nostri figli, noi non possiamo essere ai margini. Per renderli felici, liberi, fieri, indipendenti, devono vedere accanto una mamma che sia altrettanto.

Continuare a sognare.

Che si diventi mamme a 20 anni o a 40, poco importa, tutte abbiamo ancora diritto di sognare, ed abbiamo una vita davanti. Dobbiamo continuare a farcela, a sognare nuovi traguardi. Dal finire gli studi a specializzarci. Dal continuare a lavorare a rimetterci a lavorare. Dal licenziarci, se l’ambiente non ci piace, ad aprire una nostra attività. Insomma, l’essere più impegnate, non essere più giovanissime o l’avere più figli, non sono alibi sufficienti. La vita non è vita se non inseguono sogni, progetti, avventure.

Essere felici.

Noi mamme, forse, non abbiamo diritto di essere stanche, insoddisfatte, anche infelici? Si e no, come tutti. L’avere dei figli è un motore pazzesco. Davvero, se non li hai non lo sai. Fino a quando non li prendi tra le tue braccia è tutta teoria, da 30 e lode, ma ben lontana da quello che ci aspetta giorno dopo giorno. Quel motore, quell’amore, sono un debito che abbiamo nei confronti della vita. Cerchiamo la felicità sempre. In ogni angolo, in ogni piega. La troveremo. Sapremo ripagare e dare agli altri ciò che è stato concesso a noi.


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http://statodigraziaachi.com/

L’autrice in parole telegrafiche: Donna, stop. Annata 1977, stop. Razza Caucasica, come direbbero in un poliziesco americano, stop. Status pro-tempore Pugliese prestata alla Regione Lombardia, stop.

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