Febbre del Nilo, due neonati ricoverati in Friuli: di cosa si tratta e come difendersi

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Dopo la segnalazione dei casi in Veneto e un paio di decessi in Emilia-Romagna, pare che il contagio da febbre del Nilo abbia raggiunto anche il Friuli-Venezia Giulia, dove due neonati sono stati ricoverati presentandone i sintomi: ma cos’è la West Nile e che fare per difendersi?

Due neonati ricoverati

Gli ultimi casi in Emilia-Romagna e la notizia che due persone a Udine presentano i sintomi tipici della malattia hanno fatto scattare una psicosi da febbre del Nilo. In particolare, nel Friuli-Venezia Giulia desta preoccupazione un contagio sospetto da West Nile nel Pordenonese dopo che due neonati (di 30 e 40 giorni: anche se i fatti risalgono ad alcune settimane fa) sono stati ricoverati: per i piccoli l’ospedalizzazione si è resa necessaria a causa di una pertosse che ha insospettito i medici.

Secondo i virologi, però, in Friuli non ci sarebbe un’emergenza anche se il dottor Massimo Crapis della UO di Infettivologia all’ospedale di Pordenone ha ammesso che la regione è una delle aree più a rischio d’Italia per la proliferazione del virus.

Sintomi e prevenzione

Ma cos’è la febbre del Nilo? Si tratta di una malattia causata da un arbovirus che prende il nome dal distretto del West Nile, in Uganda, dove venne per la prima volta isolato nel 1937.

Il virus si trasmette all’uomo attraverso soprattutto le punture di zanzara (più sporadici i casi di trasfusioni); tuttavia, non si trasmette mai da una persona infetta all’altra, mentre alcuni casi sono diventati di pubblico dominio solo adesso perché il periodo di incubazione arriva anche a tre settimane.

Il problema di questa febbre è che è asintomatica o con sintomi leggeri (mal di testa e nausee) che possono essere facilmente confusi, tranne che nelle persone anziane e debilitate dove si manifestano in modo grave e portano anche alla morte.

Al momento non esiste un vaccino e la diagnosi si effettua con un test di laboratorio i cui risultati arrivano dopo diversi giorni: ecco perché è fondamentale la prevenzione, evitando l’esposizione alle punture mediante maglie e pantaloni lunghi, usando repellenti ed evitando i luoghi dove vi sia acqua stagnante.

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Alimentazione

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