Curva glicemica in gravidanza: cosa mangiare nei giorni precedenti?

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Quando si è in gravidanza, specialmente per i soggetti obesi, si ci può ritrovare a fare i conti con il diabete gestazionale. Si tratta di una malattia che oggi colpisce circa il 20% delle donne in attesa e che, in mancanza di cure specifiche, può comportare rischi seri per lo sviluppo del nascituro.

La prevenzione, in questi casi, è di fondamentale importanza. Infatti, è possibile eseguire uno specifico test sulla curva glicemica a cui associare una dieta mirata. Controllare la glicemia in gravidanza e in tempi utili permette di diagnosticare il diabete gestazionale. Tuttavia, affinché i risultati del test siano ancora più approfonditi e per eseguire un test sulla curva glicemica lunga è necessario che la madre in attesa si prepari con una dieta specifica. La dieta deve essere seguita almeno tre giorni prima dell’esame effettivo e prevede anche alcune ore di digiuno.

Curva glicemica: il test per misurare la glicemia in gravidanza

Per diagnosticare il diabete gestazionale la madre può sottoporsi al test O’Sullivan (OGTT), ovvero un esame sulla minicurva glicemica che consente di misurare i valori di glucosio. Si tratta di un esame non invasivo, eseguito con un semplice prelievo del sangue, che permette di valutare il metabolismo dello zucchero e le eventuali alterazioni.

Il test si esegue fra la 24a e la 28a settimana di gravidanza. I risultati di questo test si considerano positivi quando il valore del glucosio è pari a 140 mg/dl. Diversamente, per eseguire il test sulla curva glicemica lunga, la futura mamma deve prepararsi e rispettare uno specifico regime alimentare durante i tre giorni che precedono il prelievo.

Il test valuta l’entità del glucosio ematico. In questi casi il diabete gestazionale viene escluso se i valori del glucosio sono inferiori ai limiti stabili e se il metabolismo dei carboidrati risulta regolare. Nel corso del test vengono prelevati quattro campioni di sangue a digiuno, previa somministrazione di glucosio per via orale.

Cosa mangiare tre giorni prima del test

Le nuove modalità di screening e il nuovo test sulla curva glicemica lunga permettono di identificare alcune forme di diabete gestazionale non individuabili con test meno approfonditi. La dieta che precede il test non è affatto restrittiva.

Essa prevede una colazione a base di frutta, un pranzo e cena composto da insalata, patate, fagioli, pollo, pesce, vitello e un frutto. Per merenda è ammesso un bicchiere di latte o uno yogurt. Prima di andare a letto si dovrà assumere un bicchiere di latte accompagnato da fette biscottate o pane. Le porzioni e le quantità sono valutate dal medico.

Alla dieta seguirà il digiuno di almeno 10 ore per arrivare perfettamente preparate. Infatti, per ottenere risultati e diagnosi precisi è fondamentale che il corpo abbia livelli nutrizionali adeguati, in mancanza dei quali si potrebbero riscontrare falsi positivi in corso del test.

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