Bambini e bugie: a che età cominciano?

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La bugia dei bambini non è necessariamente in malafede, ma può raccontare il modo in cui rappresentano il proprio mondo. Anche perché ogni bugia, anche a seconda dell’età in cui viene detta, ha un suo significato.

Bugie e bambini: il significato della menzogna

La prima cosa da considerare quando un bambino viene sorpreso a dire una bugia, è la modalità del suo pensiero, diversa da quella degli adulti.
Il bimbo non sta parlando solo di qualcosa che è accaduto, ma narra quello che lui ha compreso dell’evento, spesso non distinguendo tra vero e falso.
Il suo modo di elaborare le cose, soprattutto se è piccolo, è un continuum che non considera le azioni come conseguenze di altre azioni.
Inoltre, il modo in cui interpreta il tempo non è definito come quello degli adulti.
Insomma, per il bambino la fantasia è quello che guida il pensiero, ed ecco perché entro una certa età le bugie non andrebbero interpretate come un segnale di cattiveria o di malafede intenzionale.
Si dovrebbe avere pazienza, almeno fino a quando il bimbo non svilupperà una nuova modalità di pensiero. Non sarà più il mondo della fantasia (associato alle bugie) a guidare quello che dice, ma il mondo del reale. Questo avviene intorno ai 6 anni. Prima, come afferma anche lo psicologo evolutivo Jean Piaget, il bambino dovrebbe avere l’intento deliberato di prendere in giro, e questo richiede una capacità intellettuale che ancora non possiede.

Ad ogni età corrisponde un tipo di bugia

Nella scala evolutiva del bambino, ad ogni tappa corrisponde un modo di ‘dire le cose’.
Ecco allora che se il bimbo mente dopo aver compiuto 2 anni, potrebbe farlo perché ha capito che in tal modo può averne un vantaggio. Potrebbe ad esempio negare di aver rotto qualcosa. In questi casi non andrebbe punito, ma si dovrebbe fargli capire che mentire non va bene.
È solo dopo i 6 anni, come si diceva, che il bimbo inizia a mentire sapendo di farlo, in particolare verso gli 8 anni.
Poiché la premessa fondamentale per la menzogna è l’intenzione, il bimbo deve sapere che facendolo otterrà qualcosa.
Cosa? Un vantaggio, o l’evitamento di una punizione, o ancora una piccola vendetta verso un amichetto con il quale ha litigato.
Verso i 10 anni poi la menzogna, se non affrontata prima, potrebbe diventare patologia.
In questi casi il ruolo dei genitori è fondamentale.
Come è noto, il primo compito dei genitori è quello di dare l’esempio.
Se il bimbo mente spesso, forse vede questo atteggiamento riproposto nella relazione con gli adulti. In tal senso è sempre bene dire la verità ai bambini, anche se con parole che possa comprendere.
Da ricordare infine che qualunque bugia potrebbe sempre nascondere una richiesta di aiuto da accogliere con calma.

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