Problemi di linguaggio nel bambino: le dislalie

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L’evoluzione del linguaggio nel bambino è sempre affascinante, e in genere (con qualche eccezione) rispetta determinate tappe. Ci sono piccoli più o meno precoci: ma tra i termini quasi inderogabili possiamo mettere la soglia di età dei quattro anni, quando sono stati recuperati tutti i difetti di pronuncia (come può essere l’assenza della “R” o la difficoltà con la “F”).

E se la difficoltà della pronuncia di alcuni suoni dovesse continuare, a cosa possiamo imputarne la causa? La maggior parte dei bambini che le manifesta, non presenta difetti fisici, come magari il frenulo corto che non permette alla lingua di muoversi adeguatamente. Parliamo quindi di cause funzionali, legate al pessimo uso di una struttura fisiologica altrimenti perfettamente funzionante. Si tratta in pratica di dislalie.

Le dislalie sono legate, nella maggior parte dei casi, all’uso di ciuccio e biberon oltre i due anni, ma anche alla suzione del pollice e al mangiarsi le unghie. Infatti queste abitudini portano il bambino a spingere con la lingua sugli incisivi e a pronunciare in maniera alterata la zeta e la essa.

Un altro problema può essere sicuramente la preferenza verso i cibi frullati o morbidi. Se il bambino viene costantemente nutrito con cibi non adatti alla sua età, può perdere la tonicità della lingua e non riuscire a pronunciare lettere come “l”, “n”, “r”. Limitare quindi l’introduzione di cibi più “adulti” dopo i 18 mesi, significa provocare problemi di linguaggio al bambino.

Se però notate che nonostante stia crescendo, i difetti di pronuncia restano, potete innanzitutto rivolgervi al pediatra, che saprà consigliarvi un’ulteriore figura medica di riferimento, come il logopedista o il neuropsichiatra infantile.

Se si tratta solo di sistemare qualche piccola dislalia, probabilmente verrete indirizzati dal logopedista, che fornirà al piccolo nuovi modi di apprendere le lettere e pronunciarne il suono corretto, chiedendo un impegno costante e giornaliero fino alla completa risoluzione del problema.

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Cura del bambino

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