Partorire a casa? Ecco 5 buoni motivi

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Partorire in ospedale è la prassi. Partorire a casa era un tempo la norma, oggi è visto più come una moda che non come una rinnovata esigenza della coppia di intimità e calore umano. Il parto troppo medicalizzato degli ospedali, che sovente finisce in taglio cesareo d’urgenza, non piace più a molte donne che, dopo un’adeguata informazione, decidono di dare alla luce il proprio bambino nell’ambiente domestico. Ecco quali sono i primi 5 buoni motivi per cui una donna dovrebbe scegliere di partorire a casa e non in ospedale.

1. Intimità e calore umano

Immaginate quanto sia intimo un parto in ospedale. Frequenti controlli per vedere se e di quanto la donna si sta dilatando, attrezzature mediche, via vai di persone, sala parto fredda, scarna, posizione obbligata e medicalizzazione con tutto ciò che ne consegue. Partorire in casa invece permette alla donna di entrare in uno stato di relax coadiuvato dalla familiarità dell’ambiente domestico. Le luci possono essere ovattate, musica di sottofondo, si può scegliere di partorire da sole, in silenzio, o in presenza del proprio partner e di eventuali altri figli. Si può scegliere la posizione più comoda alla donna, compreso il parto in acqua.

2. Niente trattamenti medici

Se tutto procede come deve non c’è alcun bisogno di indurre il parto in alcun modo. Facile, penserete, ma se le cose vanno storte? Intanto non si partorisce da sole in mezzo a un bosco, ma a casa e con un’ostetrica preparata a fronteggiare qualsiasi emergenza. Va anche detto però che secondo alcuni il parto in ospedale sarebbe non la certezza che tutto vada bene, bensì la causa di complicazioni. Il motivo andrebbe ricercato nel fatto che quella che potremo definire in modo molto semplificato una zona remota del cervello che “comanda” più l’istinto che la ragione, inizia a lavorare appena si avvisano i prodromi del parto. Interrompere questo meccanismo salendo in auto per recarsi all’ospedale inibisce il naturale svolgimento dello stesso. Quindi la dilatazione diventa difficoltosa con tutto ciò che ne consegue. In ospedale indurrebbero subito il parto con somministrazione di ossitocina e facendo leva sulle paure della mamma riguardo la salute del bambino.

3. L’ostetrica ti conosce bene

Se si decide di partorire a casa normalmente ci si rivolge a un’ostetrica. Questa è una professionista che lavora per passione e amore per il proprio lavoro. Sembra un dettaglio trascurabile, invece chi mette amore nel proprio lavoro ottiene sempre risultati migliori. L’ostetrica che segue la donna prima del parto ne conosce sia la fisicità che l’emotività, in quali mani migliori si potrebbe finire?

4. Favorisce il bonding

Una cosa è partorire e rivedere tuo figlio dopo minimo un’ora, un’altra è partorire e prendere subito il bambino tra le braccia, lasciando che ti annusi e annusando il suo profumo a tua volta. Il contatto pelle a pelle, il calore del corpo della mamma, faranno si che si determini una relazione solida, o comunque con un ottimo inizio. Diverso è quando il bambino viene portato via per essere lavato, pesato, visitato, misurato, tutte cose che, in assenza di emergenze, possono essere posticipate.

5. Favorisce l’avvio dell’allattamento

Posare il bambino sul corpo della mamma, lasciare che sia lui a muoversi alla ricerca dei seni, che frughi tra la pelle della madre fino a trovare il capezzolo, lasciare che lo prenda in bocca e inizia a succhiare, questo è il perfetto avvio dell’allattamento, che partorendo in casa può essere facilmente attuato in un’intimità e un calore che in ospedale è impensabile.

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Travaglio e parto

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