Lo spreco del cibo inizia a scuola

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Il cibo della mensa è buono, è cattivo, è sempre freddo, è troppo poco, è troppo, insomma, sul servizio mensa delle scuole c’è sempre da ridire. Quello che invece non si dice è che molto di quel cibo viene buttato via senza possibilità d’appello. Lo spreco del cibo, infatti, nelle scuole è decisamente troppo elevato. Basti pensare che ben il 14% del cibo servito alle mense scolastiche viene buttato via e non viene quindi recuperato in alcun modo, anzi, cosa peggiore, non viene nemmeno differenziato.

Le scuole quindi, il luogo in cui si dovrebbe incominciare, oltre che in famiglia, a educare i ragazzi al non sprecare gli alimenti o al peggio a riciclarli, da un pessimo esempio. La maggior parte di queste non sono organizzate in modo tale da poter garantire, se non altro, uno smaltimento dei rifiuti differenziato. Eppure basterebbe così poco per evitare di buttare via del cibo intonso. Infatti, gli alimenti più buttati nella mondezza sono frutta, verdura e pane, proprio quelli che, con un servizio idoneo, potrebbero essere distribuiti a chi ne ha bisogno.

Per quanto riguarda gli altri scarti invece, quali carni e pesce, potrebbero essere raccolti e distribuiti ai vari canili delle città, canili che, ricordiamo, sostengono una lunga serie di costi e ai quali questo recupero farebbe immensamente piacere.

Ma per fortuna non ci sono solo scuole che segnano primati negativi per quanto riguarda il riciclo del cibo. Infatti, ci sono anche diverse scuole che hanno colto l’occasione proprio per insegnare ai ragazzi l’importanza di ridurre lo spreco del cibo, sia per diminuire l’impatto sull’ambiente, che per sensibilizzarli verso chi non ha la stessa loro fortuna di potersi permettere un pasto caldo tutti i giorni. I ragazzi sono molto sensibili verso queste tematiche se si riesce a toccare le loro corde nel giusto modo. Intanto c’è da sperare che anche altre scuole si organizzino in questo senso.

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