Farmaci in gravidanza: attenzione al paracetamolo

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Le mezze misure mai. In gravidanza o in allattamento tutto o è bianco o è nero, e noi povere mamme a districarci tra i meandri delle dicerie popolari, dei falsi miti e delle pseudo ricerche scientifiche. C’è davvero da diventare matte, ma quando si tratta di assumere farmaci in gravidanza, fidarsi del medico è automatico, eppure…eppure fidarsi è bene, non fidarsi è meglio, anzi, fidarsi con cautela per la precisione. Va da sé che il medico competente non si sognerebbe mai di farci prendere un farmaco dannoso per noi e per il bambino, tuttavia, potremmo essere tentate da un uso scorretto.

Paracetamolo: possiamo fidarci della Tachipirina in gravidanza?

Il paracetamolo, per esempio, è tra i farmaci più utilizzati come antipiretico e analgesico, ma anche tra i meno conosciuti dalla popolazione per effetti collaterali. In tanti, infatti, ignorano che sia un vero divoratore di glutatione, un importantissimo antiossidante. Ma non è tutto. Durante la gravidanza, se assunto per periodo prolungato o in dosi eccessive potrebbe diventare un serio rischio per il feto di sesso maschile. A dirlo sono i ricercatori dell’Università di Edimburgo che hanno pubblicato la ricerca sulla rivista medica Science Translational Medicine reports.

Quali sono dunque questi rischi per il feto maschio? Possibilità di andare incontro a malattie anche gravi, come tumori e infertilità. Tra quelli meno gravi, la possibile inibizione del testosterone e il rischio di criptorchidismo nei neonati. Il rischio maggiore è se il farmaco viene assunto per periodo prolungato o in dosi eccessive durante la formazione dei genitali, quindi tra l’8° e la 14° settimana di gestazione. Altri disturbi a cui potrebbe essere soggetto il nascituro sono asma e alterazioni dello sviluppo neuro-comportamentale.

Uso eccessivo del paracetamolo in gravidanza: ecco come regolarsi

Cosa s’intende quindi per uso prolungato ed eccessivo? Facciamo un po’ di chiarezza prima che, come detto all’inizio, si passi da un estremo all’altro e si passino indimenticabili ore in preda a dolori o alla febbre. Per dose eccessiva s’intende superare i 3 grammi nell’arco delle 24 ore. Per uso prolungato s’intende oltre la settimana d’assunzione del farmaco. Se quindi si ha un po’ di febbre, vale la pena attendere che si abbassi da sola, si può prendere il paracetamolo se stessimo davvero male e la febbre superasse i 39,5°.

 

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