Di quanti chili bisogna aumentare in gravidanza?

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L’aumento di peso di una donna incinta è un fenomeno assolutamente fisiologico e necessario affinché l’embrione cresca nel modo giusto. Un eccesso o un difetto nell’incremento dei chili durante la gestazione può causare delle complicazioni sia al bambino che alla futura mamma. Come capire allora quale sia il peso corporeo ottimale durante i 9 mesi prima del parto? Per saperlo con esattezza è necessario rivolgersi ad un professionista che fornirà un programma nutrizionale calibrato nella quantità, qualità, tempistica e specifico per ogni donna finalizzato a fornire il feto del corretto apporto di nutrienti.

Dal punto di vista scientifico il primo step da compiere per rispondere alla domanda consiste nel sottoporsi ad un esame biometrico prima del concepimento: l’aumento di peso consigliato dal medico è proporzionale all’indice corporeo di massa o BMI (body mass index), l’indicatore del peso-forma di un individuo, definito dal rapporto tra peso in chilogrammi e quadrato dell’altezza in metri. In termini quantitativi, minore è valore del BMI, maggiore sarà l’incremento di chili nei mesi successivi. Alle future mamme con un BMI minore di 18,5 (sottopeso) sarà consigliato un aumento di peso consistente, dai 13 ai 18 chili; una donna normopeso, con BMI tra 18,5 e 26, dovrà pesare dai 12 ai 15 chili in più; se invece il BMI è compreso tra 26 e 29 (situazione di sovrappeso) l’aumento sarà più modesto e oscillerà tra i 7 e i 12 chili; per i casi di obesità l’intervallo si attesta sui 7/9 chili o meno, a seconda della circostanza. Sarà il medico ad indicarvi il numero esatto dell’incremento in base alla condizione fisica e clinica, al metabolismo, alle abitudini alimentari, alla sedentarietà etc.

Nei 9 mesi che vanno dal concepimento al parto non ci sarà una crescita costante del peso: nel primo periodo (circa 3 mesi) le variazioni ormonali causeranno vomiti e nausea in modo più o meno intenso, perciò si verificherà un aumento contenuto (bisognerà di conseguenza porre una maggiore attenzione nell’alimentazione garantendo il giusto apporto di proteine, vitamine, sali e integrando con acido folico); dal 4° al 9° mese l’incremento sarà sensibile e la crescita dell’embrione amplificherà il fabbisogno dei nutrienti principali, vitamine A, B, D e fosforo fino al parto. Durante tutto il periodo si consiglia di monitorare costantemente la situazione, non assumere alcool e non fumare.
Ovviamente non è obbligatorio rivolgersi ad uno specialista: in linea di massima i consigli principali sono orientati verso un’alimentazione sana, equilibrata e completa (verdura, carne, pesce, frutta), priva di cibi eccessivamente dolci o grassi; evitare i carboidrati complessi e preferire cibi ricchi di fibre; fare attenzione agli “attacchi di fame” e bere molta acqua.

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