Come instaurare il bonding con un bambino prematuro

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Il termine inglese bonding sta a significare attaccamento, legame, e per questo motivo viene utilizzato per descrivere il momento in cui mamma e neonato si incontrano per la prima volta dopo il parto e cominciano ad instaurare quel legame che li accompagnerà per tutta la vita. Per favorire un corretto bonding è necessario che subito dopo il parto e nelle due ore successive il bambino si trovi a contatto diretto con la pelle della mamma. Questa vicinanza permetterà all’organismo di produrre le endorfine, gli ormoni cosiddetti del buonumore favorendo così una speciale sensazione di felicità. Quando invece avviene un parto prematuro e quindi il bimbo nasce troppo presto di solito è difficile favorire un corretto rapporto di bonding tra madre e figlio ma non è impossibile, ecco dunque qualche suggerimento per vivere al meglio questi momenti così delicati:

Un neonato prematuro sopratutto se di basso peso andrà sicuramente incontro a problemi respiratori e sarà necessario tenerlo fin dal momento della nascita in incubatrice collegato a dei respiratori. In questi primi momenti la mamma può, appena ripresasi dal parto, rimanere vicino all’incubatrice e parlare al bambino. In alcuni casi è possibile toccarlo e carezzarlo leggermente tramite le aperture laterali delle culle. Questa prima fase è estremamente importante anche perché i neonati percepiscono la voce, l’odore e il contatto fisico con la mamma.

Anche se non sembra, i bimbi prematuri sono in grado di percepire soprattutto le sensazioni tattili e quindi in questa fase diviene importantissima la vicinanza, seppur limitata a piccole carezze. Anche nel caso non fosse possibile il contatto, è comunque utilissimo far percepire al piccolo la propria presenza parlandogli il più possibile: bisogna però ricordare di utilizzare un tono di voce piuttosto basso, in quanto l’udito dei prematuri è molto sensibile e possono essere disturbati o spaventati da rumori forti e improvvisi.

Importantissimo è inoltre il contatto visivo. Nel caso il bimbo avesse gli occhi protetti perché fa la fototerapia per l’ittero, è possibile chiedere alle infermiere di togliere la lampada UV e scoprire gli occhi per qualche minuto: anche se la vista dei piccoli è poco sviluppata (il campo visivo dei neonati è limitato ad un’area di 30 cm circa), guardare il piccolo negli occhi permette di infondere sicurezza e aiuterà anche i neogenitori a sentire il piccolo più vicino.

La permanenza in terapia intensiva può essere infatti molto stressante anche per i genitori: può capitare a volte che mamma e papà non se la sentano di frequentare troppo l’incubatrice del loro piccolino, un po’ perché si sentono inadeguati e un po’ per paura di perdere il bimbo. In realtà i bimbi prematuri hanno ottime probabilità di sopravvivenza e gran parte della loro straordinaria forza viene trasmessa proprio dall’amore dei genitori. Per questo motivo, è utile osservare con attenzione il lavoro delle infermiere e prendere il loro posto appena possibile: anche cambiare un pannolino, misurare la temperatura o lavare i piccolo possono essere ottimi sistemi per cominciare ad instaurare un legame e aiutare mamma e papà ad entrare più concretamente nel loro nuovo ruolo.

Appena poi il bimbo sarà migliorato e si potrà prenderlo dall’incubatrice per brevi periodi, sarà necessario tenerlo quanto più possibile vicino al corpo materno di cui percepirà il calore e l’odore. Per favorire questa fase è possibile applicare la marsupio-terapia che consiste nel posizionare il bimbo in una fascia che viene tenuta stretta al corpo della mamma. Questo serve per richiamare l’ambiente uterino e permettere al bimbo di sentirsi protetto, inoltre è considerata una delle tecniche migliori di bonding da utilizzare con i piccoli prematuri.

Una volta passate le fasi più preoccupanti la madre potrà provare ad allattare al seno il piccolo, cosa che può avvenire tranquillamente anche nel caso dei prematuri. Questo favorirà ancor di più il legame madre-figlio e permetterà al neonato di continuare a sentire quel calore e quella presenza che fin dal primo momento sono state per lui fondamentali.

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Bimbi "speciali"

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