Ciclo irregolare. Quando c’è da preoccuparsi?

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Sin dall’adolescenza, le donne imparano a misurarsi e a conoscersi meglio con il ciclo mestruale che, oltre ad attestare la non gravidanza, è anche una cartina tornasole dello stato di salute femminile. Il ciclo mestruale, da sempre, dunque occupa una posizione primaria nei pensieri di una donna per questo motivo la domanda più frequente riguardo all’argomento è: che fare se ho il ciclo irregolare?

Iniziamo con il definire un ciclo regolare quando la frequenza (ovvero l’intervallo di tempo fra la comparsa del primo ciclo e quello successivo) è compresa fra 25 e 35 giorni. Statisticamente, il maggior numero di donne ha un ciclo con frequenza (o ritmo) compreso fra i 28 e i 30 giorni, ma parliamo di irregolarità solo se il ritmo è inferiore a 25 giorni o superiore a 35.

Altri due fattori da valutare sono la quantità e la durata; il primo è ovviamente più difficile da misurare, mentre – per quanto riguarda la durata – abbiamo una regolarità se è compresa fra i 3 e gli 8 giorni.
In generale, dunque, è buona abitudine segnarsi sia la data di inizio che la durata del ciclo mestruale e contattare il ginecologo nel caso in cui per frequenza o durata il vostro ciclo non possa considerarsi regolare.

Altri campanelli di allarme che consigliano di contattare il nostro medico di fiducia sono sicuramente le perdita fra i due cicli, l’acuirsi dei dolori mestruali e l’assenza di mestruazioni per almeno tre mesi.
In questo ultimo caso, una volta accertata che non vi sia alcuna gravidanza in corso, le cause potrebbero essere delle serie alterazioni del proprio regime alimentare, un eccessivo carico di allenamento fisico (frequente nelle sportive) o un assunzione prolungata della pillola.

In presenza di qualsiasi altra condizione che possa farvi sorgere il dubbio sulla vostra salute intima, il consiglio assolutamente sempre valido è rivolgersi quanto prima al medico, evitando tentennamenti e inutili perdite di tempo.

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