Aiutare i bambini a stimolare il linguaggio

Scritto da
stimolare linguaggio bambini

Certo è diventato ormai virale il caso del neologismo “petaloso” che il piccolo Matteo di una scuola primaria della provincia di Ferrara ha involontariamente creato e per cui ha ricevuto i complimenti dell’Accademia della Crusca.

Ma, fenomeno del momento a parte, avete mai pensato a quante bellissime parole creano i bambini, in maniera spontanea e un po’ incosciente? La loro fantasia inventa e sperimenta le possibilità della lingua italiana, muovendosi su un terreno ancora in larga parte a loro sconosciuta.

Come genitori, spesso ormai abituati alla routine della comunicazione, dobbiamo aiutarli a tirare fiori il meglio di sé, facendo leve sulle loro potenzialità creative e letterarie. Ecco tre piccoli consigli per aiutarli innanzitutto a usare bene il linguaggio.

1. Leggere con i bambini. Dai libri per l’infanzia, alle riviste di arredamento, fino ai libri di cucina, ai bambini fa bene vedere e provare a interpretare le parole stampate. Anche se prima della scuola elementare non sanno leggere, imparano però fin da subito a riconoscere i segni grafici e ad innamorarsene. Aiutiamoli a tenere viva quella parte di sé curiosa e desiderosa di conoscere.

2. Parlare con i bambini in maniera “normale”. Far loro discorsi con il linguaggio “dei grandi”, usando parole di uso corrente e strutturando frasi anche complesse, li aiuta a capire, fin da piccolissimi, che la nostra lingua è ricca e ha grandi possibilità. Vietati allora i classici “bibi, tic-tac, brum-brum”! Sentir dire “ferita, orologio e macchina” darà loro molta più soddisfazione!

3. Aiutarli a tirare fuori le parole. Ecco che un semplice gioco dei mimi potrebbe essere una buona occasione per stimolare il loro linguaggio in maniera completa. Prendendo come riferimento la sfera degli animali, possiamo mimare il verso di una animale e il bimbo, per vincere, deve dire di che animale si tratta in maniera chiara, o almeno provarci! Il gioco deve essere fatto con bimbi piccoli, a partire dai 2 anni (o anche prima, in base alle capacità linguistiche del piccolo) ricordandosi di sorridere molto, incoraggiare i progressi e divertirsi insieme!

Tags dell'articolo:
· · ·
Categorie dell'articolo:
Educazione/psicologia

Commenti

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *