La plagiocefalia posizionale è una deformazione del cranio che avviene nei neonati a causa, come dice il nome stesso, del mantenimento di una posizione errata nella culla o nel lettino.
Cos’è la plagiocefalia posizionale
La plagiocefalia è una malformazione del cranio degli infanti, che prende una forma schiacciata da un lato e può portare allo spostamento della posizione delle orecchie, facendone arretrare o avanzare una rispetto all’altra, o degli occhi. Il volto e la testa del bambino prendono così una forma fortemente asimmetrica. La plagiocefalia può avere diverse cause, che vanno da un cattivo posizionamento del feto all’interno dell’utero fino a malformazioni delle suture craniche.
La plagiocefalia posizionale è invece dovuta al mantenimento, da parte del neonato, di una posizione scorretta nella culla o nel lettino. La posizione supina con un appoggio parziale della testa, se troppo prolungata, può portare allo sviluppo di questa patologia.
La causa è la malleabilità delle ossa del neonato, che tendono a deformarsi sotto la pressione di una posizione errata. In genere la diagnosi di plagiocefalia posizionale avviene con la semplice osservazione della forma della testa, senza bisogno di esami o test. Questa patologia colpisce i bambini molto piccoli e i neonati, che non riescono ancora a stare seduti o a muoversi autonomamente da sdraiati.
Come si cura la plagiocefalia posizionale
La particolare malleabilità delle ossa del cranio dei neonati, che non si sono ancora fissate fra loro definitivamente, è sia la causa della plagiocefalia posizionale che il suo rimedio. La testa del bambino colpito da questa patologia tenderà infatti a riprendere naturalmente una forma simmetrica con alcuni semplici accorgimenti, ad esempio non posizionandolo nel sonno sempre rivolto dallo stesso lato o spostando frequentemente i giocattoli mentre il bambino li sta osservando da sveglio, in modo da garantire una maggiore mobilità e non insistere sempre sullo stesso lato del cranio.
I casi di plagiocefalia dovuti alla debolezza dei muscoli del collo o ad altri fattori necessitano a volte trattamenti specifici che eliminino o riducano le cause della patologia, ma quella posizionale si risolve in genere da sola, senza particolari terapie o interventi. Le forme lievi di plagiocefalia posizionale guariscono naturalmente nell’arco, in genere, del primo anno di vita del bambino.
Accorgimenti per evitare la “testa piatta”?
È vero che questa condizione può presentarsi, ma nella maggior parte dei casi si può prevenire con qualche semplice accorgimento.
Uno degli errori più frequenti è l’uso eccessivo di dispositivi come sdraiette e ovetti, che spesso vengono utilizzati per comodità durante la giornata.
In realtà sarebbe meglio limitarne l’uso, idealmente a non più di 30 minuti al giorno, perché costringono il collo del bambino a restare in una posizione fissa e aumentano la pressione sulla parte posteriore della testa.
Anche i cosiddetti “cuscini col buco”, molto diffusi, non rappresentano una soluzione efficace come si potrebbe pensare.
Anzi, in molti casi sono sconsigliati: tendono a mantenere il collo in una posizione innaturale, poco adatta al corretto sviluppo della colonna cervicale, e il foro centrale finisce per aumentare la superficie di appoggio della testa, con il rischio di favorire un appiattimento ancora più rapido.
Cosa fare se si sospetta la presenza di plagiocefalia
Se si osserva che la testa del neonato non ha una forma simmetrica, che le orecchie risultano in posizioni diverse rispetto alla testa o che un occhio rimane spostato o più chiuso dell’altro, è bene contattare immediatamente il pediatra.
La plagiocefalia posizionale può aggravarsi se il bambino continua a pesare sulla parte di cranio già colpita, ma si risolve rapidamente con un intervento repentino. Il metodo migliore per affrontare questo tipo di malformazione è intervenire al più presto quando si manifesta, in modo da correggerla ed evitare che si aggravi.




