Parlamentare di Basilea si presenta in assemblea con il figlio di due mesi: viene cacciata dall’aula

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Lo scorso 21 Novembre Lea Steinle, deputata del Parlamento cantonale di Basilea-città, è stata cacciata dall’assemblea perché portava con sé il figlioletto di due mesi che avrebbe dovuto allattare. Dopo le proteste da parte degli altri partecipanti, il Presidente del Gran Consiglio accetta di farla rientrare per consentirle di votare.

Cacciata dal parlamento cantonale perché si è presentata con il figlio

Tempi duri per le madri lavoratrici, che incontrano sempre più difficoltà nel conciliare lavoro e maternità. Lo dimostra il sorprendente fatto accaduto mercoledì scorso durante l’assemblea del Parlamento cantonale di Basilea-città, in Svizzera. La deputata verde Lea Steinle, da poco diventata mamma, aveva necessità di allattare il proprio figlio di due mesi e così si è presentata in aula con il bambino in braccio.

L’iniziativa della donna tuttavia non è stata apprezzata dal rigoroso Presidente del Gran Consiglio, Remo Gallacchi, che ha invitato la deputata e il piccolo ad abbandonare l’assemblea. Il supervisore infatti, ha tenuto a ricordare che alle sedute parlamentari sono ammessi esclusivamente i deputati e i componenti dello staff.

Le proteste degli altri parlamentari consentono alla deputata di rientrare in aula

La Steinle, benché stupita, ha preso atto delle parole del Presidente ed è uscita dalla sala consiliare. L’accaduto tuttavia ha suscitato l’indignazione degli altri parlamentari che hanno protestato calorosamente contro quello che a tutti gli effetti è apparso un atto discriminatorio verso le donne lavoratrici. Le rappresentanti femminili, in particolare, hanno evidenziato come cacciare dall’aula un rappresentante regolarmente eletto dal popolo soltanto perché madre, fosse palesemente antidemocratico e hanno minacciato di sospendere la riunione. Di fronte ad un simile scompiglio, il Presidente è tornato sui suoi passi e ha concesso alla Steinle di rientrare in aula per votare. La deputata, in ogni caso, ha dichiarato di voler andare a fondo della vicenda, poiché è inammissibile che al giorno d’oggi le madri lavoratrici debbano ancora lottare per i loro naturali diritti. L’ufficio stampa del partito della Steinle ha già diffuso un comunicato in cui si richiede per il futuro “più tatto, senso delle proporzioni e rispetto per i colleghi dell’Ufficio e del Consiglio“.

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