La peluria nei neonati deve preoccupare i genitori?

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La nascita di un figlio porta in dote non solo tanta felicità, ma anche molte ansie e preoccupazioni per la sua salute. Non a caso si dice che il genitore è il “mestiere più difficile del mondo”.

Specie nelle prime settimane di vita si è molto apprensivi e cose che sono assolutamente normali diventano fonte di preoccupazione. Una di queste è ad esempio la presenza di una leggera peluria sul corpo del proprio bambino, un qualcosa che è in realtà è assolutamente naturale.

Cos’è la peluria che si vede a volte sulla pelle dei neonati?

Spesso, in particolar modo nel corso delle settimane successive a questo evento che cambia completamente la vita, si può notare che il proprio figlio appena nato ha delle zone del corpo ricoperte da una sottile peluria.

Solitamente le zone del corpo interessate sono la schiena e le spalle. Ebbene, tutto questo non deve destare alcuna preoccupazione, considerando che si tratta di una sorta di protezione che si crea nel corso della gestazione e che quindi ha origine ben prima della nascita.

Qual è dunque il motivo di questa leggera peluria che si può notare sulla pelle del neonato? Si tratta, come detto, di una sorta di protezione volta a fare in modo che la pelle non si maceri a causa del suo venire a contatto con il liquido amniotico: questo spiega perchè tale peluria si forma già nel periodo della gravidanza.

La peluria si presenta maggiormente nei bimbi prematuri

La presenza di peluria su parti del corpo del neonato non deve quindi gettare nel panico le neo-mamme ed i neo-papà, visto che si tratta di qualcosa di normale e che nel giro di poco tempo va a scomparire.

Un altro aspetto importante è quello relativo alle possibilità che tale peluria si presenti. Ebbene, diversi studi hanno dimostrato come non sia vera la credenza comune secondo cui vi sono più probabilità che la peluria dopo la nascita sia presente in chi è nato oltre il termine. Questa eventualità è molto più probabile nei bimbi nati prematuri, ma come detto non c’è da preoccuparsi.

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