La dieta vegana rende la bambina disabile: niente prigione per i genitori

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È successo nel Regno Unito, in una famiglia normale, all’apparenza ideale per la crescita sana e felice di una bambina. I genitori, vegani per scelta da anni, dal momento in cui la bambina ha smesso di assumere latte materno, hanno iniziato a nutrirla a base di integratori e alimenti vegani. Nonostante tutti i medici avessero fornito specifiche indicazioni sul programma nutritivo della piccola, prescrivendo una dieta a base di latte, la coppia non ne ha voluto sapere.

Dal 2017 la bambina è stata nutrita con succhi e centrifughe con componenti vegetali al 100%. Questo ha portato a notevoli conseguenze negative nel fisico della piccola, ma nonostante questo, il tribunale non ha sentenziato la prigione per i due coniugi.

Una crescita ostacolata

La bambina è nata sana e in salute. Andava tutto bene fino a quando la madre ha avuto la possibilità di allattarla, ma a circa 4 mesi di età, il latte ha cominciato a scarseggiare. È stato a quel punto che gli infermieri e i medici hanno intimato di continuare con latte artificiale, ma i genitori, fermamente convinti dell’efficacia della dieta vegana, hanno scelto di opporsi con decisione e nutrire la bambina “a modo loro”. Le conseguenze le ha purtroppo subite la bambina, apparendo gravemente malnutrita e soffrendo di gravi danni anche mentali, in quanto mancava di tutti quei nutrienti fondamentali per un corretto sviluppo cognitivo.

In ospedale: nessun’altra scelta possibile

I genitori hanno deciso di portarla in ospedale soltanto quando la situazione è apparsa disperata, con una figlia piena di lividi, fredda al tatto, pallida e con sangue scuro nel pannolino. La piccola ha così dovuto trascorrere un mese in terapia intensiva prima di riprendersi. Oggi ha tre anni e sta meglio, ma è comunque stata lesa gravemente per tutta la sua vita.

No alla prigione: ecco perché

La sentenza priva di detenzione ha sorpreso molto l’opinione pubblica, ma il giudice ha spiegato che, se avesse incarcerato la coppia, avrebbe creato danni ancora maggiori alla bambina (e al suo fratellino più piccolo). Sono stati comunque condannati a 12 mesi di rieducazione e ad oggi si dicono pentiti delle loro scelte.

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