Ipertensione e preeclampsia in gravidanza: disturbi da non sottovalutare

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L’autorevole sito online Neurology ha pubblicato uno studio online relativo alle donne che iniziano a soffrire di ipertensione durante la gestazione. Questi soggetti infatti hanno maggiori possibilità di soffrire di deficit del sistema cognitivo nel decennio successivo. Le donne che erano state chiamate ad una visita di richiamo dal centro Olandese Erasmus University Medical Center hanno confermato quanto scritto in questo studio. Le pazienti che avevano sviluppato preeclampsia o ipertensione gestazionale hanno avuto i risultati più bassi per la determinazione di deficit cognitivo dopo circa quindici anni.

I parametri del test

Lo studio condotto sulle pazienti ha mostrato che il deficit cognitivo colpiva con più incidenza le donna con disturbi pressori e meno quelle che hanno sofferto di preeclampsia (gestosi). Tra i vari parametri presi in considerazione, è risultato che nè etnia, età o peso hanno avuto incidenza sulla patologia sofferta a posteriori. Per maggiore precisione gli scienziati hanno considerato anche i risultati scolatici e l’indice di massa corporea delle gestanti. Il test più che un semplice studio dovrebbe servire a promuovere la prevenzione e il controllo specie nelle donne con problemi pressori conclamati.

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I sintomi cognitivi riscontrati

Il test ha messo in evidenza come l’ipertensione gestazionale ha una maggiore incidenza della preeclampsia sui disturbi cognitivi contrariamente a quanto si pensava. Quest’ultima infatti intacca il sistema cardiocircolatorio. Lo studio ha raccolto una coorte di donne con età media superiore ai 46 anni e che durante i test hanno avuto risultati negativi su comprensione verbale, memoria e tempo necessario per elaborare i dati messi a loro disposizione. Le donne invece che hanno avuto una gravidanza nella media hanno avuto risultati superiori e nella norma. I risultati quindi devono richiamare l’attenzione delle pazienti e del personale sanitario al fine di individuare preventivamente i pazienti a rischio e verificarne le condizioni e l’andamento nel lungo periodo così da tamponare eventiali patologie.

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