Coronavirus e procreazione assistita: brusca frenata in tutta Italia

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Nell’anno della pandemia si sono ridotte moltissimo le procreazioni assistite, a causa di centri chiusi o attivi a ritmi ridotti. Anche la domanda è crollata nel corso dei primi mesi del 2020.



Frenata della procreazione assistita durante la pandemia

Il Covid-19 ha fermato moltissime attività, fra cui quelle dei centri di procreazione assistita. Ecco cosa emerge da un sondaggio svolto dal Registro Nazionale della Procreazione Medicalmente Assistita e dall’Istituto Superiore di Sanità, secondo cui meno del 2% degli istituti ha continuato, nei primi mesi del 2020, a lavorare a pieno ritmo come prima della pandemia. Le cifre parlano di 10.000 cicli di procreazione assistita in meno, con un calo effettivo dei nati di circa 1500 bambini.

Procreazione assistita e rinvii causa Covid

A causa del Coronavirus il sogno di molte coppie di diventare genitori grazie alla procreazione assistita si è infranto contro il muro eretto dal lockdown e dalle limitazioni dovute alla pandemia. In Provincia di Bari, secondo uno studio condotto nelle cliniche che offrono questi servizi, una coppia su 3 ha dovuto rimanere in attesa di tempi migliori. La situazione è ancora peggiore nelle Regioni del Nord-Ovest, dove la pandemia ha colpito più duramente e dove il 60% dei centri ha chiuso i battenti, almeno temporaneamente, e gli altri hanno ridotto l’attività del 40%. Si tratta di numeri importanti, che fotografano una situazione estremamente problematica.

Covid e procreazione assistita

La procreazione assistita è un processo lungo e impegnativo, che richiede un gran numero di sedute ed esami clinici specifici. Moltissimi studi medici specialistici, durante i primi mesi del 2020 e poi nel corso dell’anno, sono stati costretti a chiudere o a riconvertirsi al trattamento di pazienti Covid. Per questo motivo molte pratiche, come quelle legate alla procreazione assistita, sono state sospese o rimandate a data da destinarsi. Diversi centri hanno proseguito con i trattamenti già in corso, ma hanno evitato di iniziarne di nuovi nei primi mesi del 2020. Si tratta di uno scoglio insuperabile per molte coppie che vedono nella procreazione assistita l’unico modo per avere un bambino.

Centri medici e pandemia

Quello dei centri dedicati alla procreazione assistita è solo uno degli aspetti legati alla pandemia: accedere a cure mediche non essenziali o esami non urgenti è diventato difficile dall’inizio della diffusione del Covid-19. Molti centri medici privati sono stati chiusi o hanno dovuto ridurre gli afflussi, gli ospedali hanno dovuto concentrare tutti i loro sforzi per fare fronte alla pandemia. Migliaia di visite mediche ed esami non urgenti sono stati rimandati o annullati, fra cui quelli legati alla procreazione assistita. Dopo il lockdown iniziato a marzo 2020 la situazione è lentamente migliorata, ma non è ancora ritornata a regime.

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