Convulsioni febbrili: cosa sono e come affrontarle senza panico

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Le convulsioni sono manifestazioni che si presentano solitamente in concomitanza con un rialzo febbrile superiore a 38° C e interessano principalmente i bambini di età compresa tra 12 mesi e cinque anni.

Le convulsioni febbrili semplici hanno una durata massima di 15 minuti e si manifestano con movimenti a scatti degli arti superiori e inferiori con rigidità generalizzata ed eventuale perdita di coscienza.
Le forme complesse invece hanno una durata superiore ai 15 minuti, possono interessare solo una parte del corpo e tendono a ripetersi a distanza di poche ore.
Certamente questi eventi collegati al rialzo febbrile provocano notevole preoccupazione nei genitori, che molto spesso non sanno come gestire l’episodio convulsivo, ma per affrontare al meglio questa situazione è bene conoscerne tutti gli aspetti e anche fare chiarezza su alcuni luoghi comuni.

Quali sono le cause principali della convulsione febbrile?

Nella maggioranza dei casi l’episodio convulsivo rimane isolato e la possibilità che si possa ripresentare con la febbre successiva è più frequente se il primo episodio si manifesta nel corso del primo anno di vita.
Per quanto riguarda la ricerca del meccanismo che scatena la crisi, non esiste al momento una risposta definitiva, ma è stato dimostrato che la predisposizione genetica ha un suo peso e pertanto bisognerebbe indagare se in famiglia ci sono stati casi di convulsioni.
Questi attacchi così violenti e inquietanti, tendono comunque a scomparire con l’età e nel caso delle convulsioni febbrili semplici, che hanno una breve durata, esse non comportano danni.

Come prevenire e come curare la convulsione febbrile

Sebbene il solo mantenere bassa la febbre non riesca ad evitare gli episodi convulsivi, è tuttavia fortemente consigliato il trattamento precauzionale dell’ipertermia: le spugnature d’acqua fresca, l’applicazione a fasi alterne di ghiaccio sulla testa e la somministrazione di antipiretici, sono tutti accorgimenti utili per tenere sotto controllo la temperatura ed è importante soprattutto in quei bambini che hanno già vissuto un episodio convulsivo.
A tutti i piccoli pazienti che hanno avuto una prima crisi, vengono prescritti farmaci specifici che da quel momento sarà sempre bene avere in casa per usarli in caso di recidive e sarà il pediatra a consigliare dosi e modalità di utilizzo.
Ricordiamo ancora che la maggior parte delle convulsioni febbrili semplici si esaurisce in pochi minuti e pertanto non hanno bisogno di alcun trattamento farmacologico, se al contrario la crisi si dovesse protrarre per un tempo superiore ai 15 minuti, è bene recarsi al pronto soccorso dove verranno effettuati tutti gli esami di routine e i dovuti accertamenti.
E’ importante chiarire che la convulsione non è sinonimo né di meningite, né di epilessia: la febbre alta, i movimenti a scatti tipici dell’evento e la rotazione degli occhi sono tutti aspetti transitori caratterizzanti la crisi convulsiva.

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