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Conoscere il ciclo mestruale aiuta a comprendere il proprio andamento e a stimare il periodo fertile quando si cerca una gravidanza, ma il solo calendario non individua con certezza l’ovulazione. Il ciclo si conta dal primo giorno di una mestruazione al giorno precedente quella successiva. La durata media è di circa 28 giorni, ma può variare tra persone e da un mese all’altro. Per descrivere ciò che accade è utile distinguere i processi nelle ovaie — fase follicolare, ovulazione e fase luteinica — da quelli nell’utero: mestruazione, fase proliferativa e fase secretiva.
Le mestruazioni sono il sanguinamento che segna l'inizio di un nuovo ciclo, ma non coincidono con tutta la sua durata. Per contare i giorni del ciclo, considera il primo giorno del flusso come giorno 1 e conta fino al giorno precedente la mestruazione successiva. La durata del flusso può variare: non termina necessariamente al quinto giorno. Durante le mestruazioni si sfalda l'endometrio, il rivestimento interno dell'utero. Per conoscere meglio il tuo andamento, puoi annotare le date di inizio, la durata e l'intensità del flusso ed eventuali sintomi. Crampi, gonfiore o cambiamenti dell'umore possono accompagnare il ciclo; dolore che limita le attività quotidiane, sanguinamento molto abbondante o irregolarità persistenti meritano un confronto con il medico o il ginecologo.
I cambiamenti nelle ovaie e nell’utero sono processi che avvengono in parallelo, non periodi completamente separati. La fase follicolare inizia con il primo giorno delle mestruazioni: un gruppo di follicoli, piccole strutture che contengono gli ovociti, prosegue lo sviluppo e di solito uno diventa dominante. L'FSH, l'ormone follicolo-stimolante prodotto dall'ipofisi, una ghiandola alla base del cervello, ne sostiene la crescita. I follicoli producono estrogeni, che favoriscono la ricostruzione dell'endometrio dopo il flusso: questa è la fase proliferativa dell'utero.
L'ovulazione è il rilascio dell'ovocita dal follicolo maturo. L'aumento dell'estradiolo, un estrogeno prodotto dal follicolo, favorisce il picco di LH, l'ormone luteinizzante prodotto dall'ipofisi, che porta all'ovulazione. Non avviene sempre al quattordicesimo giorno: il ciclo di 28 giorni è un modello orientativo, non un calendario valido per tutte. Il momento dell'ovulazione può cambiare tra persone e anche da un ciclo all'altro. Dopo il rilascio, l'ovocita rimane fecondabile solo per un breve periodo.
Dopo l'ovulazione inizia la fase luteinica: il follicolo si trasforma nel corpo luteo, una struttura temporanea che produce soprattutto progesterone. Questo ormone rende l'endometrio adatto a un eventuale impianto dell'embrione, nella cosiddetta fase secretiva dell'utero. La fase luteinica dura generalmente circa due settimane, ma non è identica per tutte. Il progesterone provoca un lieve aumento della temperatura basale, cioè la temperatura misurata a riposo al risveglio: osservarne l'andamento può aiutare a riconoscere un'ovulazione già avvenuta, non a prevederne con certezza il giorno. Se non si instaura una gravidanza, il corpo luteo regredisce, i livelli di progesterone ed estrogeni diminuiscono e l'endometrio si sfalda, dando inizio a una nuova mestruazione.
Il periodo fertile comprende orientativamente i cinque giorni che precedono l'ovulazione e il giorno dell'ovulazione stessa. Per questo non coincide con giorni fissi del calendario, neppure se il ciclo dura abitualmente 28 giorni. Annotare i cicli può aiutarti a riconoscere il tuo andamento, ma il solo conteggio non conferma quando avviene l'ovulazione: una stima del periodo fertile basata soltanto sulle date non va usata per escludere il rischio di gravidanza.
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