Careggi, le novità dell’ospedale per la maternità

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Il 2016 per l’ospedale Careggi di Firenze è stato un anno disastroso per la maternità.

Ospedale Careggi di Firenze, mortalità troppo elevata in maternità

Partiamo dall’inizio dell’anno. Al policlinico di Firenze il 2016 è partito male per quanto riguarda la maternità.  C’è stato il caso di due gemelle di cui una delle due bambine ha avuto una grave ipossia. In primavera ad aprile è stata aperta un’inchiesta dalla procura che ha coinvolto nove dipendenti dell’ospedale. Il motivo? Una bambina è morta prima della nascita. Ma non è finita qui: c’è stato anche il caso di un neonato che mentre era in degenza tra le braccia della mamma ha smesso di respirare. Ha subito dei danni al cervello irreversibili e si è parlato di sindrome della morte in culla (SIDS). Da quest’ultimo caso il Careggi di Firenze è stato sollevato dalle responsabilità ma lo citiamo perché nel complesso mostra un quadro di una maternità 2016 un po’ preoccupante.

L’ultimo decesso al Careggi è di questo ottobre. Ha coinvolto una donna di 36 anni, morta solo dopo 24 ore dal parto. La donna ha avuto dei dolori addominali ed è stata operata d’urgenza alla milza. Poi il peggioramento e infine il decesso.

Ospedale Careggi di Firenze, cosa cambia con la nuova maternità

Questi episodi hanno spinto il direttore generale Monica Calamai, insieme al direttore sanitario Luca Lavazza, a pensare a una riorganizzazione del reparto di ginecologia dell’ospedale Careggi di Firenze. Le novità riguardano innanzitutto l’inserimento dell’unità di medicina materno infantile e la possibilità di dare alla donna in gravidanza un servizio completo, in cui viene seguita da medici e personale durante la gestazione e al momento della nascita e del post nascita in degenza.

Nella relazione stilata dagli esperti si scrive che “C’è bisogno di miglioramento del clima interno organizzativo, riduzione conflitti e aumento collaborazione e dinamiche positive intra e inter-professionali, di promozione della cultura della sicurezza positiva, necessità di maggior condivisione di visione, obiettivi, percorsi, protocolli, procedure, strumenti. […] serve una maggior condivisione tra professionisti presenti nei vari punti del percorso della donna, di indicazioni, piani assistenziali, e di modalità strutturata di passaggio consegne in ottica di comunicazione efficiente“. 

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Gravidanza · Post parto · Travaglio e parto

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