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22/10/2026
Quando arriva un bambino, tra nuove abitudini e spese da organizzare anche le pratiche possono richiedere energie.
Il Bonus nuovi nati è un sostegno da conoscere, sia dopo una nascita sia in caso di adozione o affido preadottivo.
Per richiederlo contano il valore dell’ISEE e il rispetto di una scadenza precisa: 120 giorni.
Vediamo come orientarti tra requisiti, tempi e invio della domanda.
Che cos’è il Bonus nuovi nati e quanto spetta
Il Bonus nuovi nati è un contributo di 1.000 euro una tantum, cioè riconosciuto una sola volta per ciascun figlio, non ogni mese.
Introdotto per gli eventi dal 1° gennaio 2025, riguarda anche le nascite, le adozioni e gli ingressi in affido preadottivo del 2026, nel rispetto dei requisiti previsti.
Non è riservato al primo figlio.
Se arrivano più bambini, per esempio con un parto gemellare, devi presentare una domanda per ciascun figlio: una sola richiesta non copre tutti i bambini.
Chi può richiederlo e quale ISEE serve
Il contributo è rivolto al genitore di un minore nato, adottato o entrato in affido preadottivo. Il requisito economico è un ISEE non superiore a 40.000 euro: anche un valore esattamente pari a questa soglia rientra nel limite, mentre un valore superiore non lo rispetta.
Per il 2026 conta l’ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione, applicabile al minore per il quale chiedi il bonus. L’ISEE è l’indicatore che descrive la situazione economica del nucleo familiare: non coincide con il solo stipendio o con il reddito annuo. Prima dell’invio, chiedi al CAF o all’INPS di controllare che l’indicatore sia quello utile alla prestazione e riferito correttamente al bambino.
Nel calcolo dell’ISEE utile al bonus non vengono considerati gli importi dell’Assegno unico e universale. Evita però di sottrarli autonomamente dal valore dell’attestazione: se hai dubbi sull’importo rilevante, fai verificare il calcolo prima di concludere di essere sopra soglia.
La soglia economica non esaurisce la verifica del diritto. Prima di presentare la richiesta, fai controllare anche le condizioni di residenza e cittadinanza o soggiorno applicabili al tuo caso. Un patronato può aiutarti soprattutto in presenza di titoli di soggiorno, genitori non conviventi o situazioni familiari che richiedono un esame specifico.
Perché non bisogna superare i 120 giorni
La regola generale prevede l’invio della domanda entro 120 giorni dalla nascita o dall’ingresso del minore in famiglia. Il termine è previsto a pena di decadenza: superarlo comporta la perdita del diritto al contributo per quell’evento. Non basta, quindi, avere un ISEE entro il limite.
Conta i 120 giorni, non quattro mesi: le due durate non sono equivalenti. Segna la scadenza sul calendario e prevedi un promemoria anticipato, così da avere tempo per chiarire eventuali dubbi sull’ISEE o sui dati da inserire. Per adozioni e affidi, fai verificare la data da cui decorre il termine nel tuo caso, soprattutto se il provvedimento riguarda un’adozione internazionale.
La scadenza speciale del 12 agosto 2026 è già trascorsa
Per gli eventi avvenuti nel 2026 prima dell’apertura del servizio era stata prevista una finestra speciale, con termine al 12 agosto 2026.
Alla data del 22 ottobre 2026 questa scadenza è già trascorsa: non è una data futura né il termine generale per tutte le nascite dell’anno.
Per gli eventi successivi all’apertura del servizio vale invece il termine ordinario di 120 giorni. Se pensi di averlo superato, chiedi all’INPS o a un patronato una verifica della tua posizione e di eventuali disposizioni successive, senza dare per scontata la possibilità di inviare una domanda tardiva.
Come presentare la domanda all’INPS
Il bonus richiede una domanda dedicata. Puoi scegliere il canale più comodo per te, senza dover gestire necessariamente tutta la pratica in autonomia.
- Online, attraverso il servizio “Bonus nuovi nati” sul portale INPS, selezionando l’accesso relativo al 2026 per gli eventi di quell’anno.
- Tramite il Contact Center multicanale INPS.
- Rivolgendoti a un istituto di patronato per assistenza nella presentazione.
Cosa controllare prima dell’invio
Una breve verifica iniziale può evitare di arrivare agli ultimi giorni con una pratica ancora da chiarire. Se sei in gravidanza, puoi già informarti e organizzare i documenti; la richiesta del bonus riguarda però un evento già avvenuto, non la sola attesa del bambino.
- Individua la data dell’evento e fai confermare la scadenza applicabile.
- Controlla l’ISEE utile alla prestazione e il rispetto della soglia di 40.000 euro.
- Tieni a disposizione i dati anagrafici e i codici fiscali del genitore richiedente e del bambino.
- In caso di adozione o affido preadottivo, prepara gli estremi del provvedimento e chiedi quali informazioni servono.
- Verifica nella procedura le informazioni richieste per il pagamento.
- Dopo l’invio, conserva la ricevuta e controlla eventuali comunicazioni sulla pratica.
Quando arriva il pagamento
Il termine ordinario indicato per l’emanazione del provvedimento è di 30 giorni. Questo termine non equivale a una garanzia di accredito sul conto entro trenta giorni: la decisione sulla domanda e il pagamento non sono la stessa cosa.
Se stai organizzando le prime spese per il bambino, evita quindi di considerare il bonus come un’entrata disponibile in una data certa. Per conoscere la situazione della tua richiesta, controlla lo stato della pratica attraverso il servizio o chiedi supporto al patronato che l’ha trasmessa.




