Bambini e vaccini obbligatori: cose da sapere

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Negli ultimi anni i vaccini obbligatori dei bambini sono fonte di polemica. Spaventano, confondono e molte volte creano equivoci spiacevoli sullo stato di salute del bambino. Una scorretta informazione prima di effettuare il vaccino previsto è il motivo principale delle paure dei genitori. Si dimentica però una cosa fondamentale: i vaccini per l’infanzia prevengono le malattie infettive serie.

Il risultato della scorretta informazione è l’aumento dei genitori che decidono di non vaccinare i loro figli. La paura di creare dei problemi ai bambini spinge a evitare il vaccino e così, senza saperlo, si ottiene l’effetto contrario: aumentano i rischi e la possibilità di contrarre malattie pericolose.

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Quali sono i vaccini obbligatori dei bambini

Quali sono i vaccini obbligatori in Italia? Il servizio sanitario nazionale li fornisce a titolo gratuito e consegna ai genitori un calendario dei vaccini con aggiornamenti contenuti nel Piano nazionale prevenzione vaccinale 2012-2014.

Nello specifico, i vaccini obbligatori in Italia riguardano i nuovi nati per la poliomielite, il tetano, la difterite e l’epatite B.

Il terzo mese di nascita del bambino si somministra:

PRIMA DOSE IPV ( vaccino antipolio inattivato );
PRIMA DOSE di DTPa ( vaccino antidifto-tetanico-pertossico acellulare ), contro difterite e tetano;
PRIMA DOSE di HBV ( Antiepatite B );

Al quinto mese si prosegue con:

SECONDA DOSE di IPV ( vaccino antipolio inattivato );
SECONDA DOSE di DTPa ( vaccino antidifto-tetanico-pertossico acellulare ), contro difterite e tetano;
SECONDA DOSE di HBV ( Antiepatite B );

Al dodicesimo mese si fa il richiamo con la terza dose di IPV ( vaccino antipolio inattivato ), DTPa ( vaccino antidifto-tetanico-pertossico acellulare ), contro difterite e tetano, HBV ( Antiepatite B ).

Oltre a queste tre somministrazioni obbligatorie il Ministero della Salute consiglia vivamente di effettuare le vaccinazioni raccomandate, che riguardano nello specifico:

  • la pertosse
  • la meningite (attraverso i vaccini contro l’haemophilus influenzae tipo B, PCV antipneumococcico coniugato contro lo pneumococco, e il meningococco di tipo C)
  • il morbillo
  • la rosolia
  • la varicella
  • la parotite
  • infezione da papillomavirus

Il vaccino antipertosse si aggiunge a quello di Difterite e tetano; per questo prende il nome di Trivalente, e viene effettuato anche in questo caso in tre dosi differenti.

Il medico specializzato della struttura sanitaria a cui ci si rivolge per i vaccini del bambino saprà fornire alle mamme tutte le informazioni su calendario e dosi nel corso del tempo. In questa guida vi forniamo soltanto le prime informazioni post nascita.

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Vaccini obbligatori dei bambini: che cosa fare prima del vaccino

Il bambino può fare il vaccino se in completa salute. Non deve aver assunto medicinali nei giorni prima della somministrazione (il pediatra saprà indicare nello specifico tempistiche e cure), non deve avere tosse, raffreddore o qualsiasi stato influenzale.

In ogni caso, solo il pediatra può valutare se il bambino può ricevere il vaccino in base al suo stato di salute. Per questo deve essere controllato dal medico prima di ricevere la dose prevista dal calendario vaccinale e solo dopo aver ricevuto l’ok dal pediatra.

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Vaccini obbligatori dei bambini: le reazioni post vaccino

Le reazioni comuni al post vaccino sono descritte nel manuale di Alberto Mantovani, “Immunità e Vaccini” della Mondadori Editore. L’immunologo parla di leggera febbre, arrossamento e dolore nel punto dove è stata fatta l’iniezione, ma anche un malessere generale che irrita il bambino.

Lo stato di irrequietezza è normale, soprattutto se il bambino è ancora piccolo. Il dolore alle gambe causato dalle punture, lo spavento e il pianto durante la somministrazione possono averlo  innervosito e questo malessere prosegue anche una volta tornati a casa.  

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Per qualsiasi dubbio o preoccupazione è importante chiedere supporto al pediatra di fiducia, che potrà visitare il bambino, controllare gli effetti collaterali e consigliare ai genitori come consolare e far star meglio il piccolo.

Bisogna sempre evitare di procedere in autonomia e decidere, ad esempio, di spalmare pomate antinfiammatorie a base di cortisone sul punto in cui sono state fatte le due iniezioni. Una chiamata al pediatra è sempre la soluzione migliore per sapere che cosa fare. 

 

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