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Quando un bambino comincia a camminare o a correre, può capitare di notare che le punte dei piedi guardano verso l’interno. Per chi lo accompagna nella crescita, il dubbio è concreto: è una fase oppure bisogna fare qualcosa? Per capire se serve intervenire, è utile distinguere le possibili cause e osservare come il bambino si muove, senza considerare ogni differenza un difetto da correggere.
Piedini all’interno: di cosa si tratta?
L’espressione piedi girati in dentro durante il cammino descrive l’orientamento delle punte verso l’interno anziché in avanti. Questa modalità di camminare viene chiamata anche in-toeing e può essere più evidente durante la corsa. Non indica da sola una malattia: il pediatra valuta l’età, la simmetria dei movimenti e la presenza di eventuali difficoltà. Le punte rivolte verso l’esterno descrivono invece un orientamento diverso.
Le punte rivolte all’interno e il modo in cui il piede appoggia a terra sono aspetti diversi. Quando cerchi informazioni, non confondere quindi l’in-toeing con la pronazione dell’appoggio: i consigli per un problema di appoggio non sono automaticamente adatti a un bambino che cammina con le punte verso l’interno.
Piedini all’interno: perché succede?
L’orientamento verso l’interno può dipendere da punti diversi dell’arto. Nel metatarso addotto, la parte anteriore del piede curva verso l’interno, mentre il tallone può mantenere il suo allineamento: il piedino può quindi apparire a mezzaluna già nei primi mesi. La rotazione interna della tibia, l’osso della gamba, riguarda invece l’orientamento della gamba rispetto al ginocchio. Sono condizioni differenti, che il pediatra distingue durante la visita.
Un’altra possibile causa è una maggiore antiversione femorale, cioè un orientamento della parte superiore del femore, l’osso della coscia, che favorisce la rotazione delle gambe verso l’interno. In questi bambini anche le ginocchia possono guardare verso l’interno. Alcuni preferiscono sedersi a terra con le gambe a W, con le ginocchia davanti e i piedi ai lati: questa preferenza, da sola, non basta per riconoscere la causa del modo di camminare. Anche i consigli sul camminare scalzi riguardano un tema diverso e non vanno interpretati come una cura per l’antiversione femorale.
Come intervenire e quando chiedere una valutazione
Molti bambini migliorano spontaneamente con la crescita, ma non esiste un’età unica di risoluzione: l’evoluzione dipende dalla causa e dalle caratteristiche del bambino. Mostra al pediatra come cammina; se necessario, potrà richiedere una valutazione ortopedica pediatrica. Un piedino già curvo nei primi mesi, soprattutto se rigido, merita una valutazione precoce perché alcuni casi di metatarso addotto richiedono un trattamento specifico. Contatta il pediatra se noti dolore, gonfiore, zoppia, un cambiamento improvviso, una differenza marcata tra i due lati o cadute frequenti che limitano il gioco. Se improvvisamente non riesce ad appoggiare il piede o a camminare, portalo in pronto soccorso. La chirurgia è rara e viene considerata dallo specialista soltanto in casi selezionati, persistenti e con limitazioni significative: l’età, da sola, non è un’indicazione all’intervento.
Servono esercizi, plantari o scarpe particolari?
Gli esercizi generici per la postura non sono una correzione dimostrata delle comuni rotazioni ossee che fanno rivolgere le punte all’interno. Non serve quindi imporre al bambino di camminare con i piedi dritti o proporgli una routine trovata online. Se durante la visita emergono difficoltà motorie specifiche, il professionista può valutare l’utilità della fisioterapia e definirne gli obiettivi: migliorare una capacità motoria non equivale necessariamente a cambiare l’orientamento delle ossa.
Anche plantari e scarpe correttive non sono indicati di routine per raddrizzare le comuni rotazioni della tibia o del femore. Scegli calzature comode, della misura adatta, senza acquistarne di speciali soltanto perché le punte guardano all’interno. Se lo specialista rileva una condizione del piede che richiede un trattamento, come alcune forme di metatarso addotto, le indicazioni saranno specifiche: non sono intercambiabili con quelle per altri problemi di appoggio.




Il mio bimbo è nato con il piedino dx torto e venerdì al Gaslini lo hanno operato ci aspettano 4 anni di tutore ma ora finalmente è dritto