3 illusioni cui non cedere quando si ha un figlio piccolo

Scritto da
https://www.maternita.it/3-illusioni-cui-non-cedere-quando-si-ha-un-figlio-piccolo.html

Che la maternità sia terreno impervio e pieno di imprevisti e sfide, già lo sappiamo (lo sapete, no?). Ma se ogni tanto, accanto alle giuste ricompense, a quei due occhietti favolosi e luccicanti, ai gorgheggi più dolci di un carillon… se ogni tanto si affaccia una gradita, squisita e agognata novità: perché non crederci e godercela?

Infatti benedetta sia quella tappa che ci semplifica la vita, ma attenzione, devo dirlo: non illudetevi, non durerà!

Ecco cosa ho imparato, e sto imparando, in sette anni di maternage:

1.      Ha fatto la notte!

La prima, grande illusione di ogni neomamma.

Alcune vantano neonati-giocattolo, del tipo immobile, sempre dormiente, che ciuccia solo quando non intralcia il vostro sonno, poche tirate efficaci e via. Purtroppo, però, la maggior parte di noi, una volta partorito, si ritrova a rimpiangere le seppur tragicomiche nottate gravidiche, per quanto interrotte da urinazioni frequenti, sciatiche, dolori al ventre, reflussi gastrici e crampi al polpaccio, che, tutto sommato, erano ancora degne di questo nome.

Fortuna che dopo qualche settimana – o mese – un giorno, improvvisamente, le cose cambiano. Non avete fatto nulla di diverso dal solito: tetta, coccolo, tetta, coccolo, nanna. Siete cadute nel sonno coi cuscini dietro alla schiena, già pronte al prossimo risveglio, un piccolo asciugamano accanto, per asciugare la bava del vostro cucciolo. A un certo punto siete in dormiveglia, scorgete uno spiraglio di luce che entra dalla finestra come una promessa e di colpo saltate su folgorate: non vi ha svegliato! Ha fatto la notte!

Sembrava impossibile, inarrivabile, eppure è accaduto. Garantito: prima o poi succede. Prima o poi lui o lei imparerà a dormire. Certo. Ma non ora.

Mi spiace deludervi, ma la prima notte intera non è mai l’inizio di qualcosa. È, piuttosto, un primo assaggio. Prezioso, meritato, benaccetto. Ma isolato.

2.      Ha detto mamma!

L’avete atteso per giorni e per mesi, il piccolo gattonava biascicando un corredo non ben definito di sillabe. L’avete guardato cercando di insegnargli il vostro nome. L’avete sognato e immaginato. E finalmente una mattina, mentre scodinzola per casa inseguendo una palla di gomma come un cagnolino che fa le feste, esala le fatidiche lettere: “MA-MA”! Siete in brodo di giuggiole, dondolate su quelle sillabe cantilenate come sull’altalena più alta del mondo. E fate bene: è una conquista. E infatti arriverà.

Ma, ancora una volta, spiacente: non ora. Sono prove generali, giochi di suoni, di labbra e di fiati. Godetevele pure, ma aspettate prima di ascriverlo tra le grandi conquiste e avvertire l’intero parentado.

3.      È ordinatissimo!

Questa è la più imperscrutabile delle verità infantili di cui ho preso atto ultimamente.

Isabelle ripone con zelo ogni mattoncino di lego nella sua scatola, drizza il tappeto, mette via le posate con cui ha giocato, chiude il libro che ha letto (che ho letto), infila le cose nei cassetti da cui le aveva estratte, rimette i coperchi sulle scatole, chiude i tappi ai contenitori. Riordina pure ciò che non le compete, e io ne approfitto un po’: “Isa, dai, raccogli quelle mollette che mi sono cadute, le rimetti via…”

I bambini sono naturalmente predisposti all’ordine. Vero. Per loro togliere e rimettere sono semplicemente due fasi diverse dello stesso processo, dello stesso gioco.

Poi crescono. In qualche parte del loro sviluppo, improvvisamente, capiscono che ripercorrere il gioco a ritroso (ossia riordinare) è una parte sgradevole, e di lì in poi te la faranno pagare per il resto della vita. Io ci sto già arrivando. Hai voglia a indorare la pillola: “Ma sì che ci divertiamo, dai, aiuta mamma.”

Mamma piegata a novanta, piccola che tira fuori le stoviglie, lascia a metà il biscotto, per terra i cuscini di mezz’ora prima, tre bambole accatastate sul cesso, due cassetti di cianfrusaglie cianfrusagliati – appunto – e aperti attentatori ai vostri stinchi. È definitivamente cresciuta, lo capisci anche da questo. Non illudetevi: l’ordine è soltanto una fase.

Altre meraviglie su cui vi siete dovute ricredere?

 

Categorie dell'articolo:
Ho un bimbo

Commenti

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *