Vitamina K, serve davvero ai neonati?

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Quando si partorisce è ormai da tempo profilassi fare un’iniezione (più raramente somministrata per via orale) di vitamina K al neonato. Ma quante sanno a cosa serve questa pratica e quanto è indispensabile, ma soprattutto, quanto è necessario proseguire la somministrazione quando si allatta la seno? Facciamo un po’ di chiarezza.

Perché si somministra la vitamina K alla nascita

La vitamina K viene somministrata, non solo nel nostro Paese, per evitare che si manifesti una malattia emorragica nel neonato, MEN, una patologia appunto strettamente legata alla carenza di questa vitamina. In realtà non è detto che nel neonato possa obbligatoriamente manifestarsi o che se dovesse farlo sia in forma grave piuttosto che lieve, ma le linee guida tendono a essere formulate in via preventiva piuttosto che curativa. 

Solitamente la patologia si manifesta dopo la nascita, circa un paio di giorni dopo, ma esiste anche un tipo tardivo, sebbene ancora più raro, che si può manifestare anche qualche settimana dopo il parto. Più predisposti sono i neonati le cui madri hanno seguito una qualche terapia farmacologica che ne ha inibito l’assimilazione. A ogni modo questa è la procedura per prevenire l’eventualità, e viene quindi iniettata intramuscolo una dose di vitamina K pari a 1 mg al neonato. Così accade anche negli USA.

Il latte di mamma non è difettoso

Se però la somministrazione alla nascita è plausibile, diverso è il discorso durante l’allattamento. A oggi, infatti, la somministrazione della vitamina è ancora controversa. Infatti, negli Stati Uniti alla dose iniziale non segue alcuna prescrizione di dosi successive. In Italia, invece, si consiglia alle donne che vogliono allattare la seno di somministrare 2 mg una volta alla settimana per circa 6-8 settimane. Ma come, allora il latte di mamma non è completo come vogliono farci credere?

Allora certe mamme sono autorizzate a pensare che il latte artificiale sia la scelta migliore? Ovviamente non è così, e se in natura il latte materno è carente di vitamina K un motivo ci sarà sicuramente, tuttavia, la scelta se seguire la profilassi o meno durante l’allattamento è dei genitori. Invece è buona norma assumere gli alimenti che ne contengono un discreto quantitativo quali verdure a foglia verde, per esempio spinaci, carciofi, ma anche in certi formaggi e nei cereali, la vitamina K così assunta passerà in parte anche attraverso il latte al neonato.

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Alimentazione · Cura del bambino

Commenti

  • A mio figlio è stato dato questa vitamina in tre dosi: una appena nato, l’altra una settimana dopo a casa e l’ultima quando ha compiuto un mese. Tutte e tre le dosi per via orale (gocce)…

    Flavia Nigra Flavia Nigra 19 novembre 2016 12:33 Rispondi
  • A mio figlio gli sn state prescritte le gocce di vitamina d e anke k fino ai 3 mesi di vita!

    Debora Perulli Debora Perulli 19 novembre 2016 12:49 Rispondi
  • A mio figlio la d e la k x i primi 3 mesi e adesso la k x altri 3 mesi e poi il fosforo

    Laura Anastasia Laura Anastasia 19 novembre 2016 20:19 Rispondi
  • Grecia Tristan Flores

    Miguel Sanchez Armas Miguel Sanchez Armas 19 novembre 2016 20:28 Rispondi

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