Selfie dalla culla? Presto potrebbe diventare realtà…

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Laura Cornet selfie dalla culla

Per dieci mamme che non mettono in rete alcuna foto dei figli, ce ne sono altrettante che riempiono le loro bacheche di Facebook o Instagram con decine di scatti dei propri bambini, incuranti di chi le possa vedere o scaricare. Quest’ultimo atteggiamento è stato spesso condannato, sia perché, una volta che sono in rete, si perde il controllo sulle foto dei nostri bimbi, sia perché, anche senza volerlo, si viola la loro privacy.

Ma se fosse direttamente il bambino a scattarsi i selfie e a pubblicarli online?

Questa è la domanda che si è posta Laura Cornet, una designer olandese che ha progettato una serie di giocattoli che permettono al bambino di scattarsi da solo i selfie.

I giocattoli-fotocamera per scattarsi i selfie dalla culla

Secondo quanto riportato da un articolo di Wired, questi curiosi oggetti sono stati presentati dall’artista alla Dutch Design Week, tenutasi lo scorso ottobre a Eindhoven. Questi giocattoli, realizzati sotto forma di giostrina, hanno l’aspetto delle icone dei social network più famosi. Non appena il bambino si avvicina, iniziano a registrare o a scattare foto, e poi le pubblicano direttamente sul cloud, di fatto togliendo dalle mani del genitore la possibilità di decidere quando scattare le foto e quando pubblicarle.

Le reazioni delle mamme

L’invezione di Laura Cornet ha suscitato una miriade di reazioni diverse in coloro che hanno potuto osservarla da vicino: dall’apprezzamento all’indignazione. Coloro che hanno apprezzato l’invenzione, ritenendola un’idea utile e geniale, hanno chiesto di poterla acquistare. Molti altri, invece, si sono indignati, ritenendo che sia solo uno strumento in più da mettere in mano a genitori irresponsabili.

Visto il successo inaspettato, Laura ha deciso di modificare l’invenzione, che, adesso, invece di inviare le foto al cloud, le manda direttamente al telefono dei genitori.

La provocazione dell’artista

A causa dell’inattesa attenzione suscitata dalla sua opera, l’artista ha precisato che la sua opera d’arte, perché è di questo che si tratta, è nata come una provocazione, per cercare di smuovere le coscienze di queste generazioni di genitori abituati ad utilizzare i Social Network per condividere qualsiasi cosa.

La domanda sottintesa è: fin dove è lecito spingersi?

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