Mamme single, un fenomeno in crescita

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In un periodo storico come quello attuale, di pari passo con le magnifiche evoluzioni della tecnologia assistiamo anche a un cambiamento radicale nella società e nei rapporti familiari. Se nei secoli, ma anche nei decenni passati, le famiglie erano numerose e guidate da genitori quasi sempre sposati, oggi la realtà è ben diversa.

Innanzitutto il matrimonio non è più la regola, ma lo specchio dei nuovi modelli di famiglia sono sempre di più le mamme single, il cui numero è in crescita. Single di ritorno, vedove oppure mai sposate o conviventi, le mamme single sono davvero tante e appartenenti a qualsiasi categoria: donne in carriera, casalinghe o lavoratrici part time.

Come farà una mamma single a gestire la casa e i figli anche senza un compagno? Molte di loro ammettono di sentire la mancanza di una persona con cui condividere sia le fatiche che le gioie, ma che in ogni caso questo rappresenta una spinta in più per rimboccarsi le maniche e dare il meglio di sé. Ogni tanto, però, queste mamme speciali tendono a dimenticare qualcosa di molto importante: il prendersi cura di sé. Dividersi tra casa, lavoro e figli senza sosta potrebbe far sì che una mamma single non riesca più a ritagliarsi un minimo di spazio per sé, una cosa fondamentale per mantenere il benessere e l’equilibrio nella vita di tutti i giorni. Ma basta sapersi organizzare per bene per riuscire a trovare un po’ di tempo per le proprie necessità, o anche soltanto per andare dal parrucchiere o bere un caffè con un’amica.

Anche la rete può essere un’ottima risorsa: il web pullula di consigli e suggerimenti dedicati alle mamme single, ma anche di modi per entrare in contatto con altre donne nella stessa situazione, confrontarsi con loro, scambiarsi suggerimenti e perché no? Trovare nuove amiche.

In ogni caso, una mamma single è “costretta” a tirare fuori una forza che probabilmente non crede neppure di avere, con il risultato di sembrare una wonder woman. E se crescere i figli da sola non è sempre il massimo, questo può essere invece un “effetto collaterale” tutt’altro che spiacevole.

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