La spina bifida

Scritto da

La spina bifida è una malformazione del tubo neurale (DTN) che compare nei primi 25 giorni di gravidanza e comporta una chiusura incompleta di una o più vertebre che accolgono il midollo spinale.
E’ la malformazione del sistema nervoso periferico più frequente e produce sintomi abbastanza gravi, che si manifestano con un certo grado di paralisi, e nella maggior parte dei casi, con problemi di controllo della vescica e dell’intestino. Ad uno stadio successivo, i bambini affetti da spina bifida manifestano anche idrocefalo.

La maggior parte delle localizzazioni della spina bifida si riscontrano a livello lombo-sacrale, anche se possono interessare qualsiasi segmento del rachide.
L’incompleta chiusura del canale vertebrale, lasciando scoperta un porzione del midollo spinale, comporta la paralisi di solito degli arti inferiori e l’incapacità o la difficoltà di controllare gli sfinteri urinari e anali.
Alcuni bambini mostrano anche difficoltà di apprendimento e deficit di attenzione, malgrado la patologia non interessi direttamente il settore intellettivo.

Esistendo anche un tipo di spina bifida occulta, spesso il neonato non mostra alcun sintomo, tranne una lieve asimmetria delle gambe e dei piedi.
Nel caso in cui la spina bifida sia del tipo definito Meningocele, la variante più rara, si può invece notare nel neonato un’ernia della sacca durale, deformità della colonna vertebrale, idrocefalo e convulsioni.
Nella forma invece più grave, la Mielomeningocele, il neonato mostra deformità a livello di bacino, ginocchia e piedi, paralisi, debolezza muscolare, scoliosi, un corpo calloso enormemente sviluppato ed essendo esposti tessuti e nervi, risulta a rischio di gravi infezioni.

Non essendo una patologia curabile, la chiave di volta della spina bifida è rappresentata dalla prevenzione; è stato dimostrato, infatti, che questa malformazione è provocata da una carenza di acido folico (o vitamina B9) nelle prime fasi della gestazione, per cui un’integrazione di questo elemento in gravidanza, ne riduce l’incidenza.
Formandosi nei primi 25 giorni, la gestante dovrà curarsi di integrare la sua alimentazione con vitamina B9 esogena, principalmente nel primo trimestre.
Quando si pianifica una gravidanza, alle donne viene addirittura consigliato di assumere acido folico già da un mese prima del concepimento, per ridurre ulteriormente il rischio di spina bifida.
L’acido folico è presente in quantità variabili in alcuni alimenti, come verdure a foglia verde, latte, banane, agrumi, cavoli, asparagi, frutta secca, fragole, lievito di birra, cereali integrali, legumi e fegato, ma da soli questi alimenti non garantiscono la copertura del fabbisogno in gravidanza, per cui è comunque necessaria l’assunzione aggiuntiva con un integratore specifico.

Condividi il post:

Tags dell'articolo:
Categorie dell'articolo:
Bimbi "speciali"

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *