La Mamma Single. Questa Santa

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mamme single sante

Non so se sbaglio, ma sembra che dei genitori single non si parli molto. Delle madri (ma anche dei padri), che non hanno un compagno con il quale condividere le gioie ed i dolori della genitorialità, si racconta poco.

Che strano! Oggi, più che mai, i figli vengono al mondo con meno certezze. Spesso, si fanno figli fuori da una vera e propria unione. Altre volte, invece, è il destino a metterci lo zampino e a farti ritrovare una ragazza madre.

Una mamma single. Una santa! Diciamocelo pure, ma come fanno queste donne a fare le mamme, senza il sostegno non indifferente dei papà. Ok, ce ne lamentiamo quasi sempre: non tutti i papà sono al corrente che il figlio vada cresciuto, alcuni fanno finta che il figlio non sia il proprio, pur di non assumersene la responsabilità....ma sono importanti. Se fossero stati una roba opzionale, la natura ci faceva autoproduttive!

La ragazza madre. L’ essere superiore. Una che, ogni giorno, si trova nei mie stessi casini, naviga nelle mie stesse preoccupazioni, si nutre delle mie stesse ansie e che, a fine giornata, non può manco mandare a cagare un papà, come corretto esercizio anti stress.

Una donna che non può usare la rabbia come potente catarsi, non potendosela  prendere con un uomo che ha avuto nove mesi per montare l’ovetto auto, ma lo fa quando  sei in travaglio; a cui devi ricordare che, prima di scendere con il passeggino, non sarebbe male metterci dentro un bambino.

Una mamma che non può contare sul montaggio a caxxo, ma pur sempre un montaggio, della culletta Ikea. Una donna che deve rimboccarsi le maniche del vestito pre-maman, ed avvitare e svitare tutto l’avvitabile, prima e dopo che nasca. Sicuramente, con risultati che nessun uomo raggiungerebbe, ma vuoi mettere lo sbattimento!

Una ragazza madre che non è un ragazzo padre. Perché non può usare i figli come strumento di acchiappo. La vita sentimentale sicuramente troverà nuove forme e nuova linfa, ma i casini degli inizi sono certamente innumerevoli.

La prendo a ridere, sperando di non essere fraintesa, perché di certe difficoltà emotive e pratiche non voglio scrivere. Non voglio generalizzare, perché ogni storia è diversa, ogni esperienza è a sé.  Ci sono difficoltà che ti fanno fare un salto di qualità, come persona, e ti rendono speciale: secondo me, crescere un figlio da soli, è tra queste.  La tenacia, il sorriso, la forza da tirare fuori in alcuni momenti. Non so se questo possa essere una consolazione, ma è bene riconoscere i propri meriti.

Io, le mamme ed i papà single, li ho sempre ammirati. E dico seriamente e davvero. Diciamo pure che, in modo indiretto, so benissimo di cosa si tratta. Perché c’è tutta una sfera personale, alle volte scombussolata, a cui non può darsi il giusto respiro. Bisogna avere tanta caparbietà, amore e tanta fiducia. Tanta  fiducia… che la culletta Ikea non si sviti d’improvviso, di notte!

 

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