Italia, record di mamme over 40

Scritto da

Diventare mamma una volta superati gli “-anta” è sempre più frequente, soprattutto in Italia: vuoi perché il desiderio della maternità si affaccia tardi o vuoi perché il mettere al mondo un figlio viene posticipato a un momento successivo, quando cioè si sia trovato il vero amore, si sia conseguita la realizzazione personale e professionale… ad ogni modo, nel Belpaese, sono circa il 4,6% i parti annui delle mamme over 40, il doppio rispetto ad altri Paesi europei, come Francia, Danimarca o Spagna. È quanto emerge dallo studio “Avvicinarsi al limite, il trend della fertilità in età avanzata”, condotto dall’Università Bocconi; peraltro, i dati disponibili più recenti risalgono al 2005, quindi c’è da aspettarsi che il quadro – nel frattempo – sia cambiato. Negli anni Ottanta e Novanta la percentuale era ferma al 2%.

La scelta di un numero crescente di donne, quindi, pare essere quella di rinviare nel tempo la gravidanza, anche a patto di rinunciarci, qualora fallisca il concepimento. Infatti, bisogna considerare che le possibilità di rimanere incinta crollano ogni anno che passa: se un ovulo ha il 28% di essere concepito quando si hanno 23 anni, a 39 anni le probabilità sono del 14%, a 40 anni del 12%, e via in un continuo calando.

Inoltre, non bisogna certo sottovalutare i maggiori rischi a cui si va incontro con una gravidanza in età – possiamo dire – avanzata: oltre all’aumento delle probabilità di alterazioni cromosomiche (come la sindrome di Down), ci sono più possibilità di aborti spontanei e, in ogni caso, si deve fare i conti con un utero sempre meno elastico.

Tuttavia, diventare mamme anche a quarant’anni non è un desiderio irrealizzabile, soprattutto se pensiamo ai grandi aiuti che ci vengono dal mondo scientifico, senza sottovalutare l’importanza di uno stile di vita sano e attivo, che preveda fra le altre cose alimentazione equilibrata e assenza di fumo. Ne deriva un aumento sempre più considerevole, quasi un nuovo trend, di mamme over 40.

Condividi il post:

Categorie dell'articolo:
Curiosità dal web

Commenti

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *