Italia: non è un Paese per Mamme

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Italia Non è un Paese per Mamme

S’intitola “Le equilibriste” il rapporto di Save The Children che analizza la situazione delle mamme italiane: e mai espressione fu più giusta.

Perché pensando alla vita di noi mamme del Bel Paese, l’immagine che ritorna è proprio quella di un filo teso tra impegni e responsabilità che dobbiamo affrontare ogni giorno.

E se da un lato ci sono luoghi e regioni dove essere mamma è più semplice, come il Trentino Alto Adige e dall’altra luoghi poco ospitali come la Calabria, in tutta Italia però affrontiamo problemi comuni.

Partiamo dal fatto che diventare mamma richiede nel nostro paese più tempo che altrove, perché qui c’è una rete di asili insufficienti e spesso molto costosi, perché il lavoro do crescere un figlio non è portato avanti in egual misura da uomo e donna. Anche se una donna torna al lavoro in breve tempo, nella maggior parte dei casi è lei che si alza per il figlio durante la notte, che lo porta dal pediatra, che resta a casa se il bimbo non si sta bene.

Non solo: quando la mamma va al lavoro, spesso è la nonna a occuparsi del piccolo, e quindi eccoci di nuovo davanti ad una mamma sulle cui spalle gravano tanti compiti.

Ma una mamma italiana è spesso protagonista di tanti ambiti della vita di una famiglia. È un sostegno economico, si occupa della cucina, fa le pulizie, cresce i figli. Spesso sulle sue spalle ricadono anche la cura degli anziani, e di eventuali malati o disabili.

E tutto questo è gratis, perché nessuno remunera la donna che porta avanti tutti questi impegni.

Spesso la vita lavorativa ne risente, e come se non bastasse nei posti di lavoro più importanti gli uomini sono ancora considerati più affidabili delle donne.

Insomma una ricerca continua dell’equilibrio perfetto, che poi va a gravare sulla salute e sulla felicità della donna.

E voi che ne pensate?

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Ho un bimbo

Commenti

  • Sono tutti ostacoli! Dal momento in cui scopri fi essere incinta non c’è più pace.

    Lia Di Gioia Lia Di Gioia 23 maggio 2016 23:15
  • Io dopo la seconda gravidanza ho dovuto rinunciare dopo un anno circa,al lavoro approfittano del congedo di maternità per metterti fuori gioco

    Dany Gali Dany Gali 25 maggio 2016 17:17

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