Dove partorire

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chiara.gera@algorithmedia.com'

Per prepararsi all’ultimo step della gravidanza in modo sereno è assolutamente importante scegliere con cura il luogo in cui dare alla luce il proprio bambino. Sia che si tratti di una struttura ospedaliera, sia che si preferisca la propria abitazione, il sito prescelto dovrà essere in grado di esaurire tutte le necessità della madre, anche quelle puramente ‘stilistiche’. È risaputo, infatti, che partorire in un luogo accogliente e confortevole risulta sicuramente più facile e, soprattutto meno stressante, che partorire di fronte ad una grande equipe ospedaliera, sottoposte a mille luci abbaglianti.

Proprio per questo motivo, sono state prese delle misure adeguate all’interno degli ospedali stessi. Stiamo parlando delle cosiddette ‘stanze di travaglio-parto‘, delle camere speciali che permettono alla donna di rimanere nella stessa stanza a partire dall’inizio delle doglie fino alla fase di recupero post partum, dopo la quale verrà trasferita in un’apposita sala di degenza. Con questo metodo non ci sarà bisogno di cambiare sala al momento di iniziare a spingere e, molto probabilmente, sarà anche possibile far partecipare l’intera famiglia alla nascita del bambino. Queste stanze, inoltre, sono munite di tutti i comfort desiderabili: quadri rilassanti, letti e divani-letto per gli ospiti, armadi e comodini, e perfino dei bagni privati muniti di docce o vasche.

Lo stesso tipo di ambiente si può trovare anche in un’apposita casa da parto, che spesso è situata nelle vicinanze di un ospedale. In queste strutture, infatti, non è presente un medico vero e proprio, ma soltanto delle ostetriche che fanno nascere il neonato in modo naturale, utilizzando soltanto blandi anestetici. Nel caso in cui si verifichino delle complicazioni, infatti, la madre verrà subito trasportata nell’ospedale vicino, in modo da ottenere le cure più adeguate.

Esiste poi la possibilità del parto in casa. In questo modo, la madre potrà partorire in casa, circondata dai suoi amici e dai suoi famigliari, e accudita dalle figure professionali di un ginecologo e di un’ostetrica. Questo metodo però non può essere applicato a tutte le donne: soltanto quelle che appartengono ad una categoria a basso rischio, e non presentano, quindi, delle patologie fisiche come il diabete o l’ipertensione, possono effettuare un parto in casa.

Per rendere l’atmosfera più  rilassante, l’ostetrico francese Frederick Leboyer ha ideato un particolare metodo, che può essere applicato anche all’interno della struttura ospedaliera stessa (quando questa lo consente) e consiste nel mettere in atto una serie di azioni volte a diminuire lo stress del nascituro e dalla madre. Luci soffuse, musica dolce e acqua calda per il bambino subito dopo la nascita sono alcune delle pratiche suggerite, in modo da alleviargli lo shock dovuto al cambiamento di ambiente.

Un’ultima soluzione è quella del parto in acqua, che può essere svolto nella propria abitazione, in un ospedale o in una casa da parto. Qui la madre, e spesso anche il padre, vengono immersi in una vasca colma d’acqua che facilita il passaggio del bambino ed allevia notevolmente i dolori della madre. Va ricordato, comunque, che tutti i metodi qui indicati sono riservati alle donne i cui parti non prevedono grandi rischi e complicazioni.

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Travaglio e parto

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