Come viene calcolata la data presunta del parto?

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Rispettare la naturalità del parto e considerare la mamma ed il nascituro i veri ed unici protagonisti dell’evento è un fattore importantissimo da tenere sempre ben presente a meno che non ci siano problematiche per le quali si renderebbe necessario intervenire tempestivamente con un intervento chirurgico, il più conosciuto “cesareo”, per salvaguardare la salute di entrambi.

Una gravidanza singola che non presenti alcun tipo di problema ha la durata media di 9 mesi + 10 giorni ovvero 40 settimane (varia cioè dalla 38 alle 42 settimane), in caso di gravidanza gemellare, invece, essendo più feti a crescere contemporaneamente lo spazio disponibile è alquanto ridotto e la placenta potrebbe invecchiare precocemente, a tal proposito, quindi, per ridurre rischi ai futuri nascituri si adotta la soglia delle 38 settimane con intervento cesareo (nel caso in cui superata questa soglia il travaglio non insorge spontaneamente). Anche una gravidanza singola, però, potrebbe variare naturalmente il suo corso, senza la necessità di un intervento chirurgico, a causa di fattori congeniti o patologici, in questi casi se la durata sarà inferiore a 37 settimane parleremo di parto prematuro detto anche pretermine, contrariamente se essa si prolungherà ben oltre le 40 settimane standard parleremo di parti postermine oppure postmaturi.

In generale, però, i ginecologi per calcolare la data presunta del parto utilizzano un metodo universale detto altresì “la regola di Naegele” che è basato su semplici calcoli matematici, infatti, esso prende in considerazione l’inizio dell’ultima mestruazione che la donna ha avuto prima di restare incinta aggiungendo ad esso un anno e sette giorni e sottraendo da questo calcolo tre mesi. Ovviamente ricordiamo che nonostante sia un calcolo matematico non è infallibile in quanto bisognerebbe tener presente alcuni fattori condizionanti, e non poco, quali il ritardo del ciclo mestruale, l’irregolarità della stesso e l’impossibilità di stabilire con precisione il momento esatto della fecondazione dell’ovulo da parte dello spermatozoo (anche il periodo di concepimento viene stabilito approssimativamente dal ginecologo stesso al momento della visita).
Se il ciclo non è regolare il ginecologo può comunque stabilire la data presunta del parto attraverso le ecografie e valutando la dimensione dell’utero. Inoltre ci sono altre utili indicazioni, per esempio il battito cardiaco viene sentito tra la 9° e la 12° settimana mentre la mamma percepisce i primi movimenti del piccolo intorno alla 16°-22° settimana.

Importantissimo ricordare che la data del presunto parto non dovrà essere fonte di stress per la mamma che si trova già in una situazione particolarmente delicata emotivamente e fisicamente, infatti, non bisogna dimenticare che è un calcolo ipotetico ed orientativo, quindi nessuna ansia se all’avvicinarsi del periodo indicato dallo specialista non si avverta alcun sintomo. Basterà effettuare un controllo ospedaliero per eliminare qualunque allarmismo ingiustificato per poter affrontare e vivere al meglio e positivamente uno dei momenti più belli della vita di un genitore che certamente non si dimenticheranno mai. Care mamme e cari papà, allora, godetevi al massimo ogni istante della gravidanza perché sarà unico.

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Travaglio e parto

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