Svezzamento: quello che una mamma non sa…

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svezzamento quello che mamma non sa

Quando mia figlia aveva cinque mesi, vedevo lo svezzamento come la fine di un tunnel. Il tunnel del latte artificiale e dei mille complessi di cui soffrivo, non avendo allattato. Vedevo lo svezzamento come una livella: nessuno più mi avrebbe chiesto se allattavo o meno, perché ormai mia figlia avrebbe mangiato.

 Ero una fessa, ovviamente. Prima di tutto, in quel tunnel, non ci sarei mai dovuta entrare. Ma, soprattutto, lo svezzamento non voleva dire che mia figlia avrebbe mangiato subito un piatto di spaghetti con le vongole. Era un processo lungo, faticoso e …. molto appiccicoso! Tutt’altro che una passeggiata. E diciamo pure che sarei uscita da un tunnel, per entrare in un altro. Uno fatto di pavimenti perennemente appiccicati, al gusto di banana!

 Ecco, quello che non sapevo sullo svezzamento:

  1. All’inizio non mangia. Manco la tua, quella che si ficca in bocca pure il telecomando, e pare abbia fame ogni qualvolta vede un biberon o una tetta.
  2. Comincerai ad inventarti qualsiasi tipo di canzone e filastrocca, pur di cavarle un mezzo cucchiaino di frutta. X Factor , per te, finisce qui! Non gliela fai, mamma.
  3. Potrai cedere ad un tablet o ad un cellulare, o ad un gioco elettronico, pur di vedere la bocca aprirsi. Contro ogni tuo principio. Contro ogni grande pedagogo. Potresti cedere, te lo ripeto. Ma sappi perdonarti, perché prima o poi lo facciamo tutte. Nessuno muore. Solo il tablet, quando cade, se proprio dobbiamo dirla tutta.
  4. Ingrasserai. Parlo della mia esperienza. Non è che devi trasformarti nella donna cannone, chiariamoci! Potrebbero essere pochi etti o qualche chilo. Ma, te lo anticipo, te magnerai tutto quello che tua figlia non ha voluto. All’inizio perché è peccato buttare il cibo, poi perché hai una fame da lupi, visto che hai saltato il tuo pranzo.
  5. La cucina. Il pavimento. Il tavolo. Ti piace la banana, vero? Perché è quello, tra i frutti, che fa più appiccicaticcio in assoluto. E di quello vivrai per qualche settimana. La vedrai sui pavimenti, sul vassoio del seggiolone, nei tuoi e nei suoi capelli. Anche perché, la fantomatica mela, il frutto che dovrebbe fare da apripista a tutti i bambini, alla maggior parte di loro fa cagare.
  6. Le farine. All’inizio ci sono quelle, altro che spaghetti! Un alone di nebbia, al gusto di tapioca e mais, aleggerà perenne nelle terre dei piani cottura. Attenzione a non starnutire, che ti ritrovi imbiancata dalla testa ai piedi.
  7. Cous Cous, Miglio, Grano saraceno. E tu che credevi di aver imparato tutto da Master Chef! Ci sono cibi di cui non sapevi l’esistenza. Cereali, che nel Kinder, non sono mai entrati.
  8. Ad un certo punto, mangiano. Accade improvvisamente. Dopo che le hai provate tutte. Dalla cucina molecolare, all’ impiattamento da chef stellato … ti mangiano qualsiasi cosa gli metterai davanti. Mangiano di gusto. Come avessero una fame atavica. La cucina rimarrà appiccicosa per tanto tempo ancora, ma questa è un’altra storia.


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http://statodigraziaachi.com/

L’autrice in parole telegrafiche: Donna, stop. Annata 1977, stop. Razza Caucasica, come direbbero in un poliziesco americano, stop. Status pro-tempore Pugliese prestata alla Regione Lombardia, stop.

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