Pedopornografia: 6 arresti per abusi su neonati

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La polizia postale di Torino ha sequestrato video pedopornografici, tra cui filmati di abusi su neonati, grazie ad una inchiesta nata dall’analisi di alcune stanze virtuali.

L’indagine ha portato a ben 16 denunce in tutta Italia e a 6 arresti. Gli inquirenti stanno però continuando ad indagare per cercare di chiarire come si siano svolti effettivamente i fatti e capire se siano stati consumati rapporti sessuali con minori.

Abusi su neonati: l’inchiesta

L’analisi di alcune stanze virtuali ha permesso agli inquirenti di arrivare ad associare volti umani ai singoli nickname e smascherare così i colpevoli di pedopornografia.

Fra i 16 indagati, 6 sono stati arrestati perchè colti in flagranza di reato.

La polizia postale di Torino ha fatto scattare perquisizioni in tutta Italia che hanno portato alla raccolta di ingente materiale pedopornografico.

Oltre alla polizia postale di Torino hanno preso parte all’inchiesta altri dieci Uffici di Polizia Postale. Le indagini, però, non sono ancora terminate.

Tutti gli inquirenti sono, infatti, al lavoro perché, in qualcuni casi, si è giunti ad ipotizzare l’autoproduzione mediante la consumazione di rapporti sessuali con minori.

Bisogna quindi capire bene come si siano svolti i fatti. Ricostruire tutte le conversazioni avvenute in chat e attribuire a ciascun partecipante del gruppo le proprie colpe.

Abusi su neonati: arrestato anche un assistente sociale

Fra i sei arrestati vi è un uomo di quarantatrè anni che, a quanto si apprende, pare svolgere la professione di assistente sociale presso un’Asl di Firenze.

L’uomo, che già nel 2014 aveva patteggiato una condanna per reati analoghi, aveva in casa un hard disk contenente un’ingente quantità di foto e video a carattere pedopornografico.

Tramite diversi nickname, oltretutto, il quaratatreenne era solito chattare con altri personaggi coinvolti nell’inchiesta, impartire ordini e reperire materiale pedopornografico da condividere con ‘gli amici’. Le operazioni di file sharing avvenivano in rete in gruppi in cui erano coinvolte, infatti, poche persone fidate.

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