Neonato di 2 settimane in vedita sul web: “dorme e non piange”

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Su Craigslist è comparso un annuncio decisamente scioccante che ha scosso tutto il mondo e che apre la discussione a moltissimi interrogativi in merito alla sicurezza online. L’annuncio in questione riguarda la vendita di un bambino di sole due settimane al costo di 500 dollari. Per il momento, il responsabile di tale orribile annuncio non è stato identificato ma è stata fermata una donna che continua a negare ogni genere di accusa a suo carico. Indipendentemente dal responsabile, una cosa è certa: il fatto che sul web possano accadere simili eventi ci obbliga a dover riflettere e ripensare i meccanismi di sicurezza e di filtro in rete.

I dettagli dell’annuncio

A rendere l’annuncio del vendita del bambino ancora più scioccante è il fatto che tra i dettagli è stato specificato che al momento del ritiro il neonato sarebbe stato dotato di abiti della sorella maggiore di quattro anni. Un vero e proprio annuncio dell’orrore, dunque, a cui sono stati aggiunti ulteriori dettagli. Come se non bastasse, infatti, il genitore che ha messo in vendita il bambino ha deciso di chiarire che risiede in un quartiere molto influente della sua città e che lavora del dipartimento per la famiglia e i bambini della Florida. Insomma, un esperto del settore che, tra l’altro, ha chiesto addirittura di non essere giudicato. Ovviamente, lo sdegno è stato trasversale e la notizia è rimbalzata da un’agenzia di stampa all’altra, facendo letteralmente il giro del mondo in pochissime ore.

La sicurezza sul web

A doverci far riflettere, alla luce di quanto accaduto, è il fatto che la rete è ancora oggi una prateria sterminata in cui si fa davvero fatica a mettere confini. Ciò vuol dire che qualunque folle come il genitore in questione ha la possibilità di scrivere o pubblicare ciò che vuole, nella piena e completa consapevolezza che solo attraverso una sanzione sociale degli utenti potrà essere messo alla berlina. E a pensare che già nel 2017 era accaduto un episodio simile viene da riflettere sui pochi passi in avanti fatti in questo ambito. A questo punto, non resta altro che sperare in una rapida e ferrea regolamentazione del web.

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