Foto di Andrea Piacquadio su Pexels
20/09/2026
Secondo le stime di prevalenza disponibili, in Italia i giovani miopi tra 5 e 19 anni sono oltre 2 milioni. Eppure, per molte famiglie il controllo della vista non è ancora un’abitudine consolidata. Una survey di Astra Ricerche, commissionata da HOYA Vision Care, su oltre 1.000 genitori italiani con figli tra 4 e 18 anni rileva uno scarto fra l’importanza attribuita alla visita oculistica e i controlli effettuati. Il tema riguarda anche le abitudini quotidiane, dal tempo all’aperto alle attività da vicino e all’uso degli schermi.
La visita oculistica è ritenuta importante, ma arriva tardi
L’80% dei genitori colloca la visita oculistica fra i quattro controlli più importanti durante la crescita. Nella pratica, però, solo il 43,9% dei bambini ha effettuato la prima visita entro i quattro anni. Quasi un genitore su quattro accompagna il figlio dall’oculista dopo i sette anni oppure non lo ha ancora fatto.
Il controllo della vista è stato eseguito negli ultimi dodici mesi dal 57,4% dei minori coinvolti nella survey, mentre il 12,6% è oltre i due anni dall’ultimo controllo. La salute visiva è sesta fra le preoccupazioni per il futuro dei figli, dopo salute mentale, alimentazione, sviluppo scolastico, uso degli schermi e attività fisica: solo il 7,2% la indica come prima preoccupazione.
Perché la progressione della miopia preoccupa gli oculisti
La miopia consente di vedere bene da vicino ma rende sfocati gli oggetti lontani. Nella maggior parte dei casi è legata a un occhio più lungo del normale: l’immagine si forma davanti alla retina anziché su di essa. Durante la crescita il difetto può quindi modificarsi e non è soltanto una difficoltà visiva da correggere con gli occhiali.
Quando insorge presto e supera le 5-6 diottrie, la miopia elevata è associata a un maggiore rischio, in età adulta, di distacco della retina, glaucoma, cataratta precoce e maculopatia miopica. Francesco Bandello ha spiegato che ridurre la progressione di una diottria può abbassare del 40% il rischio di maculopatia miopica.
L’80,5% dei genitori considera smartphone e tablet un fattore rilevante. Il ruolo del tempo all’aperto è invece indicato dal 51% degli intervistati. Solo il 23% dei bambini raggiunge due ore quotidiane all’aperto, mentre il 35,7% non arriva a un’ora. In un giorno di scuola, il 31% trascorre almeno quattro ore davanti agli schermi.
Controlli e lenti per seguire l’evoluzione
Teresio Avitabile descrive la miopia come una condizione dinamica, da seguire durante la crescita. Paolo Nucci sottolinea l’incidenza di predisposizione genetica, fattori ambientali e comportamentali: le attività prolungate da vicino, su schermo o libro, andrebbero intervallate da pause e momenti all’aperto.
Tra le soluzioni presentate c’è MiYOSMART iQ, una lente per il controllo della progressione miopica basata sul defocus periferico. In uno studio clinico randomizzato su 196 bambini miopi tra 4 e 12 anni, dopo dodici mesi chi la indossava non ha mostrato, in media, progressione della miopia. Il risultato si riferisce al campione osservato e ai dodici mesi di studio.
Per le famiglie resta concreto il divario fotografato dalla survey: la visita oculistica è considerata importante, ma meno della metà dei bambini coinvolti aveva svolto la prima visita entro i quattro anni.




