Manovra, novità per il congedo di maternità: sarà possibile lavorare fino al nono mese

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Mentre in Parlamento si discute della Manovra economica per il 2019 che il Governo si appresta a varare, spunta un emendamento al testo proposto dalla Lega sulle politiche della famiglia: per quanto riguarda il congedo di maternità sarà possibile lavorare fino al nono mese di gravidanza.

Cambia il congedo di maternità

Un emendamento alla Manovra economica dell’anno prossimo, proposto dalla Lega e che va a intervenire sulle politiche per la famiglia, introduce delle novità per quanto riguarda il congedo di maternità: infatti sarà possibile per le donne che lo vorranno (e sempre previo via libera del proprio medico) continuare a lavorare fino al nono mese di gravidanza, “conservando” di fatto per intero il periodo di astensione di cinque mesi quando avranno partorito. Una sorta di alternativa all’attuale sistema che prevede invece l’obbligo di astensione dal lavoro di uno o due mesi prima del concepimento: ad ogni modo la scelta delle future mamme dovrà essere approvata da un medico specialista del Servizio Sanitario Nazionale o convenzionato con questo, attestando che il prosieguo dell’attività lavorativa non arrechi danno né alla donna né tantomeno al nascituro.

Le critiche all’emendamento e gli altri provvedimenti

La scomparsa dell’obbligo di astensione per quanto riguarda il congedo di maternità, tuttavia, ha sollevato diverse critiche tanto che contro l’emendamento voluto dal Carroccio si è espressa Loredana Taddei, responsabile presso la Cgil delle Politiche di Genere: “Così non si garantisce affatto la libertà alle lavoratrici” ha sottolineato l’esponente della principale organizzazione sindacale italiana, dato che a suo dire a non essere tutelata è la salute della gestante e del suo bimbo.

Sulla stessa linea d’onda anche alcuni esponenti dell’opposizione secondo cui a venire penalizzate dal provvedimento saranno soprattutto le lavoratrici precarie e quelle meno tutelate: anche per questo motivo la Cgil ha chiesto che in Senato venga stralciata questa norma, evitando così a tante donne di dover subire nuove forme di ricatto nei luoghi di lavoro. Ad ogni modo, sempre a proposito di politiche per la famiglia, è stato approvato anche un altro emendamento che incrementa da quattro a cinque i giorni del congedo obbligatorio di paternità.

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