Mano-piedi-bocca in gravidanza: come curarla?

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Sono davvero tanti i piccoli problemi e disturbi che una futura mamma deve affrontare già durante la gestazione, ma solitamente si tratta di questioni di poco conto, che si presentano solamente nell’arco dei nove mesi di gravidanza.

Esiste però un virus abbastanza diffuso che se contratto in gravidanza può mettere a rischio il feto, comunemente chiamata malattia mano-piedi-bocca. Vediamo di che si tratta.

Cos’è la malattia mano-piedi-bocca

Il nome esatto è virus Coxackie A16, che appartiene al gruppo più ampio dei virus della poliomelite, ma per comodità viene definito malattia mano-piedi-bocca, perché si manifesta su queste parti del corpo. I sintomi sono piuttosto inequivocabili: si presenta sulla pelle sotto forma di piccole bollicine piene di acqua, che vanno a coprire le mani, i palmi in particolare, le piante dei piedi e la bocca e si accompagna a manifestazioni febbrili e una sensazione di malessere.

Il professore Alberto Villani dell’Unità Operativa di Pediatria Generale e Malattie Infettive del Bambino Gesù della città di Roma, spiega come questo virus può essere contratto e ne spiega le conseguenze.

Il virus Coxackie A16 si contrae solitamente quando avviene un contatto con delle feci infette. Dopo averle toccate in qualche modo e aver portato le mani alla bocca, è possibile che sopraggiunga questa malattia, abbastanza diffusa, soprattutto nei bambini per la loro frequentazione di ambienti affollati come asili e scuole, ma che anche la donna in gravidanza può presentare, con conseguenze più gravi rispetto alle altre persone. Se in casi normali il virus passa da solo in circa una settimana e non causa problemi, nelle donne incinte può presentare alcuni rischi per il nascituro.

Il virus mano-piedi-bocca in gravidanza

Durante la gestazione la donna deve prestare particolare attenzione a non portare spesso le mani alla bocca, per evitare il rischio di contrarre il virus. Se invece il contagio è avvenuto, il rischio maggiore per il feto si presenta durante il primo trimestre di gestazione e al termine della stessa, con possibilità di idrope fetale e, nei casi più gravi, di aborto spontaneo.

L’idrope fetale è un accumulo di liquido, definito edema, nel corpo del feto e, nonostante sia curabile con vari trattamenti e interventi, può causare danni seri.

Cosa fare in caso di virus mano-piedi-bocca in gravidanza

Le future mamme che notano le bollicine non devono però farsi cogliere da ansie o allarmismi. La cosa migliore è sempre rivolgersi al medico curante, avvertirlo della situazione per fare in modo che la gravidanza sia seguita con maggiore attenzione e con la strumentazione adeguata per monitorare il benessere del bambino.

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