Lodare i bambini: si ma come?

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Le lodi ai bambini possono essere uno strumento utile per la loro crescita emotiva e psicologica, a patto che non siano eccessive (pena la perdita di credibilità) oppure fatte in maniera generica (come sei bravo, intelligente, gentile). Non devono essere infatti giudizi o etichette che il piccolo sente come necessarie per essere accettato dai genitori.

Come spiegheremo nel corso dell’articolo, il comportamento della mamma e del papà è fondamentale per una crescita equilibrata del bambino prima e dell’adolescente poi, una fitta rete di sentimenti, convinzioni e consapevolezze che daranno vita ad un adulto strutturato, maturo e indipendente.

Lodare i bambini nel loro sforzo quotidiano

Secondo molti psichiatri infantili di fama mondiale, il bambino va sempre incoraggiato e motivato, affinché possa sentire l’appoggio dei genitori e correre spedito verso le diverse tappe della crescita. Vi è però una differenza tra la lode verso una vittoria conquistata e sudata, che è sempre positiva e va incoraggiata dai genitori e l’applauso per doti naturali innate, che non nascono dallo sforzo quotidiano ma provengono esclusivamente da Madre Natura. Facciamo un esempio, se il bambino è intonato e riesce a cantare bene perché è un suo dono naturale, è giusto che i genitori riconoscano questa dote e la incoraggino, se lo ritengono giusto, ma non devono porla su un piano paritario rispetto ai risultati ottenuti con sacrificio. Molti bambini in età scolastica, infatti, presentano piccole difficoltà come incertezze nella scrittura, nella lettura, problemi a suonare uno strumento musicale o a praticare il loro sport preferito. Di fronte al sacrificio costante del piccolo che si impegna in quell’attività, superando se stesso e i propri limiti al fine di ottenere successo, l’atteggiamento dei genitori deve essere senza dubbio di lode e plauso. Il bambino che comprende già in tenera età che per raggiungere un obiettivo è necessario tanto lavoro e impegno, sarà un adulto consapevole delle proprie capacità, una persona che combatte per affrontare le sfide senza paura di fallire e si tufferà con successo nel lavoro.

Lodare i bambini anche nei fallimenti?

La lode del bambino deve ovviamente prescindere dal risultato ottenuto, questo significa che se il piccolo con difficoltà a scrivere non avrà superato totalmente i suoi limiti ma avrà raggiunto anche solo un piccolo risultato, per quell’obiettivo deve essere lodato. Una lode essenziale che non pressa il piccolo ad essere perfetto, a diventare il primo della classe o un campione, ma che si focalizza sul buon lavoro svolto e sul piccolo o grande risultato ottenuto.

Ecco il senso della lode, un’approvazione per il percorso fatto, anche se alla fine ha condotto ad un piccolo fallimento, come non aver vinto la gara sportiva o musicale pur avendo raggiunto un buon risultato nella preparazione. 

Come deve essere la lode

Più che una lode le nostre parole devono essere un incoraggiamento, una descrizione sincera dei risultati ottenuti. Da evitare complimenti generici come bello, bravo, intelligente, così come i confronti con fratelli e amici.

L’importante è che la lode non sappia di giudizio, ma di riconoscimento. Secondo Becky A. Bailey “i bambini chiedono di essere visti, non giudicati. Descrivete a vostro figlio ciò che vedete e lasciatelo libero di fare una valutazione personale dei suoi sforzi o traguardi”.

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