Leucemia: primi tre bambini trattati con successo con cellule CAR-T

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Fanno ben sperare le prime applicazioni del nuovo trattamento cellulare contro la leucemia, utilizzati per la cura di tre bambini affetti da una forma molto aggressiva di questo tumore, refrattaria alle cure tradizionali. Il Ministero della Salute e il ministro Speranza si mostrano fiduciosi circa possibili scenari futuri per combattere una malattia che, purtroppo, colpisce in percentuale significative proprio i giovanissimi.

Il nuovo trattamento con cellule CAR-T per curare la leucemia: i primi dati sono incoraggianti

Il nuovo trattamento con cellule CAR-T (Chimeric Antigen Receptor T cell therapies) fa ben sperare gli addetti ai lavori e tutto il fronte scientifico circa la sua efficacia sulle forme più acute di leucemia infantile. Si tratta di un trattamento che punta a stimolare le cellule del sistema immunitario, affinché sia in grado di riconoscere precocemente le cellule tumorali e distruggerle.
La cura è stata utilizzata su tre bambini affetti da una forma molto grave di leucemia, refrattaria alle cure tradizionali, e i risultati sono stati di indubbio successo: in tutti e tre i casi si è registrata una regressione totale del tumore già dopo due settimane dalla somministrazione. Unico effetto collaterale è stato un lieve rialzo febbrile, del tutto normale a causa del rilascio di citochine.

Il trattamento CAR-T: le parole del ministro Speranza e della comunità scientifica

Tutta la comunità scientifica si è mostrata molto entusiasta circa i risultati ottenuti da queste prime applicazioni, se pur limitate a livello numerico. Il Ministro ha sottolineato l’importanza della sperimentazione e del valore della ricerca, fondamentale per migliorare l’aspettativa di vita della comunità e per cercare di curare patologie importanti e mortali come la leucemia.
Alle parole del Ministro fa eco il direttore generale dell’Ospedale Bambin Gesù, Franco Locatelli, che si è detto particolarmente soddisfatto di questo risultato, come medico e soprattutto come responsabile del reparto di oncoematologia. Si attendono ora ulteriore somministrazioni che validino ulteriormente i risultati già ottenuti.

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