L’Argentina legalizza l’aborto: storica approvazione del Senato

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Momento storico per l’Argentina. Lo stato sudamericano, dopo una lunga battaglia, legalizza l’aborto. La legge è stata approvata dopo una lunga seduta del Senato che ha visto svolgersi un dibattito molto intenso, mentre a Buenos Aires ed in altre città argentine si svolgevano imponenti manifestazioni.



Una lunga sessione e poi l’approvazione del progetto di legge

Il dibattito tra i senatori argentini è stato molto lungo, circa 12 ore, ma alla fine la votazione ha sancito un risultato storico per l’Argentina. Con 32 voti a favore e 29 contrari infatti il Senato ha dato il via libera a questo progetto di legge che era atteso da tempo. Nella votazione si è registrata anche una astensione, mentre erano 4 i senatori assenti al momento del voto.

Il progetto di legge approvato consente alle donne di poter accedere in modo gratuito all’aborto, con il limite di tempo alla 14esima settimana di gestazione.

L’aborto sarà quindi legale e verrà praticato in tutto il paese seguendo i protocolli di sicurezza previsti dal sistema sanitario nazionale. Si tratta di un passo vanti importante, in quanto fino all’approvazione di questo progetto di legge, l’aborto era consentito soltanto in alcune situazioni ben definite, come ad esempio lo stupro, oppure se la donna si trovava in pericolo di vita. Nello stesso tempo la legge vigente lasciava libertà ai medici di essere “obiettori di coscienza” con le donne che venivano indirizzate verso altri colleghi non obiettori.

Un grande festeggiamento dopo l’annuncio dell’esito del voto

Fuori del palazzo del Senato ed in tutta Buenos Aires, oltre che in altre città argentine la “marea verde” dei sostenitori della legalizzazione dell’aborto, era in fremente attesa e dopo l’annuncio del risultato ci sono state manifestazioni di gioia con moltissime persone emozionate per quanto deciso.

Sui maxischermi che si trovano sulla piazza davanti al Senato, sono apparse le scritte “L’abbiamo conquistata. È legge!”. Dall’altro lato della piazza c’era invece molta delusione tra le persone appartenenti ai gruppi “pro-vita”, che si sono da sempre schierati contro l’approvazione della legge.

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